Lorenzo SONEGO (ITA) (Erste Bank Open 2020 in der Wiener Stadthalle); Copyright: e-motion/Bildagentur Zolles KG/Leo Hagen, 30.10.2020 Die Fotos sind zur redaktionellen Verwendung für die mediale Ankündigung bzw. Berichterstattung über die Erste Bank Open 2020 in der Erste Bank Wiener Stadthalle freigegeben und stehen unter Angabe der Quelle und Urheberrechte (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Leo Hagen) ausschließlich für diesen Zweck honorarfrei zur Verfügung. The pictures have been approved for editorial use and are available free of charge if they are used for announcements and coverage in the press and media for the „Erste Bank Open 2020“ at the Erste Bank Wiener Stadthalle, quoting the source and copyright (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Leo Hagen).
Certo, tutti bravi a dire “non era il vero Djokovic” ci mancherebbe. Ma quello che ha fatto Lorenzo Sonego ha lo stesso del miracoloso, perché il piemontese, che era stato sconfitto nelle qualificazioni da Bedene, da oggi diventa il secondo italiano a battere il numero 1 del mondo sul cemento, da quando esiste il ranking. Facile no? C’è riuscito perdendo solo tre (TRE) game contro uno che anche se dorme tre game li fa con la mano sinistra prima che passi un quarto d’ora. C’è riuscito giocando un tennis che a volte ha fatto scomodare paragoni impropri, soprattutto al servizio. Perché se è vero che negli scambi Djokovic ha mostrato di non avere né voglia né pazienza per costruire la solita ragnatela che stronca gli avversari, in ribattuta (credeteci, sembra strano anche a noi scriverlo) Sonego gli ha fatto la figura del passante capitato per caso sotto i colpi terribili di un big serve. Una sola volta in tutto il match Sonego è andato in difficoltà al servizio, ma è successo quando era avanti di un set e due break e anche se Djokovic avesse trasformato una delle tre palle break del game non sarebbe cambiato nulla. Ad ogni modo Djokovic non ha mai avuto la possibilità di giocarsele quelle palle break – forse quella sul 15-40 del sesto game – ma insomma inutile fare la cronaca di un massacro. Che era annunciato sì, ma con i protagonisti in un ruolo diverso. Sonego raggiunge le sue prime semifinali sul cemento di un torneo ATP , la terza in assoluto, in un torneo prestigiosissimo come questo di Vienna, anche se oggi, insieme alla numero 1 del mondo, sono saltate anche le teste di serie numero 2, quella di Thiem, e 4, Medvedev, con la numero 3 di Tsitsipas che era saltata ieri. Torneo anomalo quanto volete, ma trovatene un altro che ha perso solo tre game col numero 1 del mondo. Noi non l’abbiamo trovato.
In semifinale Sonego troverà invece di Dimitrov Daniel Evans, che ha superato il bulgaro in tre set. Dimitrov aveva giocato una partita di una bellezza quasi irreale contro Tsitsipas e per lui probabilmente era sufficiente. Del resto una componente essenziale della bellezza è la sorpresa, se mai si ripetesse non farebbe lo stesso effetto. Difficile dire se per Sonego sia meglio così, speriamo solo che il ragazzo di Torino non sia rimasto appagato dall’impresa di oggi.
Risultati a sorpresa nelle partite del pomeriggio, soprattutto il primo, quello che ha sancito il ritorno di Kevin Anderson ad alti livelli. Il sudafricano ha superato uno scellerato Medvedev, che era riuscito ad annullare due match point con la risposta e ha ceduto al terzo quando aveva il servizio a disposizione tirando un dritto molto semplice. Il big match tra Thiem e Rublev l’ha vinto il russo, che sta concludendo un’annata che avrebbe potuto riservargli qualche soddisfazione migliore se non fosse stato per il virus. Rublev è quasi qualificato per le Finals anche se con questi chiari di luna meglio andare giorno per giorno. Per adesso è il favorito anche di questo torneo.
Quarti di finale
[LL] L. Sonego b. [1] N. Djokovic 6-2 6-1
[SE] D. Evans b. G. Dimitrov 7-6(3) 4-6 6-3
[PR] K. Anderson b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(5)
[5] A. Rublev b. [2] D. Thiem 7-6(5) 6-2
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