ATP Acapulco: Nadal non spezza l’incantesimo, titolo a Querrey

S. Querrey b. [2] R. Nadal 6-3 7-6(3)

Se vinci un torneo in cui ci sono Djokovic, Nadal, Kyrgios, del Potro e un altro paio di top10 o sei Murray o sei Federer. O al limite Wawrinka in giornata sì. Che Querrey potesse avere chissà quali possibilità di vittoria era davvero inimmaginabile e per quanto Rafa non vincesse un torneo sul duro da più di tre anni non c’era chi avrebbe scommesso per il dinoccolato californiano, numero 40 del mondo. Eppure il percorso di Querrey avrebbe dovuto far suonare qualche campanello d’allarme, perché a parte Kyrgios – ma con l’australiano si sa com’è, dipende troppo dalla voglia che ha – Sam aveva superato con autorità Goffin e Thiem, non proprio due carneadi. E in effetti Querrey è stato particolarmente solido con il rovescio, in genere vero e proprio tallone d’achille.

L’incontro era iniziato nel modo più atteso, cioè con i due che al servizio concedevano poco. Querrey per via delle cannonate e Nadal perché senza l’ausilio del servizio Sam in manovra non poteva dargli chissà quale fastidio. In questi casi il giocatore più forte attende un calo da parte del giocatore al servizio per piazzare l’allungo ma stavolta non era così. Era Nadal a farsi sorprendere nell’ottavo game, che Querrey chiudeva con un incredibile risposta di rovescio col quale si procurava il break a zero. Sin troppo semplice chiudere il set nel game successivo, in appena 29 minuti.

Il secondo cominciava con l’attesa reazione di Nadal, che nel secondo game si procurava, complice un drittaccio in rete di Querrey la sua prima palla break. Rafa riusciva pure ad entrare nello scambio ma non faceva male col dritto e finiva col tirare lungo un rovescio di puro contenimento. Lo spagnolo rischiava il tracollo nel game successivo. Il dritto continuava a non funzionare e finiva col concedere una palla break da 40-15. Ma se una cosa Rafa non ha perso è senz’altro la capacità di giocare con coraggio i punti importanti e per l’occasione ritrovava anche il dritto. La partita si faceva più dura, il servizio aiutava ma si giocava di più, con Nadal che però continuava a penare con il dritto. Dopo due game interlocutori, aiutato da un doppio fallo e da un dritto che finiva lontanissimo dal campo, Nadal arrivava a due palle break senza fare niente di particolare. Querrey annullava la prima con un ace ma sulla seconda opportunità a un tremebondo Nadal non riusciva un passante non troppo complicato. Rafa si procurava ben altre tre occasioni per brekkare, ma un paio di volte Sam ha messo l’ace e la terza Nadal ha ancora sbagliato un rovescio. In un modo o nell’altro, e con l’aiuto di un altro paio di ace, Querrey raggiungeva Rafa sul 4 pari. Non succedeva più nulla fino al tiebreak, che si apriva con drittaccio lungo di Querrey e con due sciocchezze in risposta di Nadal. Nonostante Sam smarrisse la prima i due arrivavano senza minibreak al 4 a 3, quando Nadal si faceva sorprendere in ritardo dall’uscita del servizio e sparacchiava fuori un dritto abbastanza complicato. Incredibilmente nel punto successivo era Querrey a uscire vincitore da uno scambio lunghissimo, grazie ad un rovescio tirato largo da un impaziente Nadal. Lo spagnolo si arrendeva sbagliando ancora un dritto, nonostante ancora una volta, avesse la possibilità di scambiare.

Nadal rinvia l’appuntamento con il settantesimo titolo e prolunga il digiuno sul cemento, superficie che continua a non essergli troppo congeniale. Ma più che il campo il problema di Rafa continua ad essere il dritto, che va davvero troppo a sprazzi. Bravo Querrey che vince il suo nono titolo e che con questo successo, il primo dopo quattro sconfitte di fila contro Nadal, da lunedì sarà numero 26.