Comanda Alcaraz, Vacherot vince a Basilea

Si sono conclusi i due “500” della settimana – gli ultimi di questo 2026 – confermando che il livello alto di Alcaraz è irraggiungibile per chiunque, presenti o assenti, e che Vacherot non è stato solo una meteora.

A Vienna la versione Jekyll di Alcaraz ha scavato un abisso tra lui e il resto della truppa. A colpire non è stata ovviamente la vittoria ma come è arrivata. Dopo tre turni in cui Hyde si faceva vivo a tratti, in semi e in finale Carlos ha maltrattato Medvedev e de Minaur, chiudendo il torneo senza aver perso nemmeno un set. Non certo il miglior Alcaraz mai visto – il servizio continua a dare qualche preoccupazione e la concentrazione è quella di sempre: ogni tanto se ne va – ma una versione molto centrata, che dovrebbe essere sufficiente per chiudere la stagione in bellezza tra Parigi e Torino. Carlos quest’anno non ha partecipato a due slam e nel terzo era appena al rientro e ha saltato 5 masters 1000, giocandone tre in non perfette condizioni fisiche. Ha raggiunto, a 23 anni, il ventottesimo titolo ATP e potrebbe arrivare a 30 prima della fine dell’anno. Vedete un po’ voi.

Bella la vittoria di Vacherot, che a Basilea ha battuto in finale Lehecka, dopo aver battuto in sequenza Jodar, Rune e Fritz. Torno che vale di più di 500 punti, con i quali comunque il monegasco è rientrato nei top30.

Parigi adesso, torneo che non è mai stato particolarmente attraente – troppo vicine le Finals, troppe partite giocate in precedenza – ma che si incaricherà di assegnare gli ultimi 4 posti per Torino e di mostrare se Zverev è davvero questo numero 1 zoppo di cui tanto si è convinti.

ATP Vienna, finale
[2] C. Alcaraz b. [5] A. de Minaur 6-1 6-4

ATP Basilea, finale
V. Vacherot b. [8] J. Lehecka 2-6 6-3 6-3

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