Ranking ATP/WTA: Sinner in fuga, sale Darderi. Cirstea top 20

Jannik Sinner sempre più in fuga nel ranking ATP.

Con lo storico trionfo a Roma, a esattamente mezzo secolo dal successo di Adriano Panatta, il fuoriclasse altoatesino si porta a quota 14700 punti, 2740 in più rispetto al primo inseguitore, l’attualmente infortunato Carlos Alcaraz, sceso a 11960. Il terzo, Alexander Zverev, è a 5705.

In questa sede, al di là delle straordinarie e indelebili emozioni, è necessario dare spazio ad altre cifre, che testimoniano in maniera inequivocabile la portata delle imprese che l’azzurro sta compiendo.

Al Foro Italico Sinner ha conquistato il sesto centro Master 1000 consecutivo: nessuno era mai andato oltre i quattro (una volta Rafa Nadal, nel 2013, e tre Novak Djokovic, tra il 2013 e il 2016).

Jannik è il solo ad aver vinto i primi cinque “1000” stagionali: nel 2015 Djokovic si era fermato a tre.

Il numero uno del mondo ha completato la collezione di trofei “1000”: ora li ha tutti in bacheca, come in passato era riuscito solo a Djokovic (all’età di trentuno anni, contro i ventiquattro di Sinner).

Inoltre, ha conquistato, uno dietro l’altro, i tre “1000” sulla terra: l’unico a farlo era stato Nadal nel 2010.

Quello del Foro Italico è stato il sedicesimo “Big Title” (4 Slam, 10 “1000”, 2 Finals): superato dunque Alcaraz, che ne conta quindici (7 Slam, 8 “1000”).

Il ventiquattrenne nato a San Candido inizia oggi la settimana complessiva da re del tennis numero 72, come riuscì a Stefan Edberg tra l’agosto 1990 e l’ottobre 1992.

Per il resto, fra i primi dieci continua a recuperare terreno Daniil Medvedev: il russo, arrivato in semifinale, sale dalla nona alla settima posizione, scavalcando Taylor Fritz (ottavo; – 1) e Alex de Minaur (nono; – 1).

Esce dalla top ten Lorenzo Musetti (undicesimo; – 1), superato da Alexander Bublik (decimo; + 1). Ora il toscano, che figurava nell’élite mondiale dal 5 maggio dell’anno scorso, si trova subito davanti a Flavio Cobolli, che si conferma dodicesimo.

Alle loro spalle, fra gli italiani, si fa largo Luciano Darderi, che, grazie al piazzamento in semifinale, si issa al sedicesimo posto (+ 4), suo nuovo career high. Il ventiquattrenne di origini argentine fa così meglio di Omar Camporese, Andrea Gaudenzi e Andreas Seppi, tutti spintisi al n. 18, ed eguaglia il record di Marco Cecchinato.

Dietro a Lorenzo Sonego (69; – 3) e Mattia Bellucci (72; + 8), rientra nei cento Matteo Arnaldi (96; + 10), giunto al terzo round. Ne esce, invece, Matteo Berrettini (107; – 7).

Il finalista di Wimbledon 2021 precede Andrea Pellegrino (126; + 29 con gli ottavi dalle qualificazioni), Francesco Maestrelli (128; – 16), Stefano Travaglia (137; + 4), Francesco Passaro (161; – 16), Luca Nardi (163; – 12), Giulio Zeppieri (173; – 9), Marco Cecchinato (180; + 2) e Gianluca Cadenasso (197; – 1).

Rientra lesto in top twenty il brillante finalista Casper Ruud (17; + 8), che ne era appena uscito dopo la “scadenza” del titolo a Madrid 2025, e vi debutta il giovane statunitense Learner Tien (20; + 1), spintosi agli ottavi.

Da segnalare l’ascesa degli spagnoli Rafael Jodar (29; + 5) e Martin Landaluce (67; + 27), ambedue nei quarti, il secondo da lucky loser.

Brillano anche Miomir Kecmanovic (47; + 23) e Juan Manuel Cerundolo (54; + 18), impostisi rispettivamente nei Challenger di Valencia e Bordeaux.

Scivola indietro, al contrario, lo statunitense Tommy Paul (26; – 8), che era giunto in semifinale nelle due edizioni precedenti e stavolta non è andato oltre i sedicesimi. Giù anche Jack Draper (74; – 24), Hubert Hurkacz (78; – 25) e Giovanni Mpetshi Perricard (80; – 22).

Nel ranking WTA risale prontamente Elina Svitolina, che ha conquistato il terzo titolo agli Internazionali, dopo la doppietta colta nel 2017-18.

L’ucraina torna in settima posizione (+ 3), mettendosi alle spalle Mirra Andreeva (ottava; – 1), Victoria Mboko (che resta nona) e la campionessa della scorsa edizione Jasmine Paolini (tredicesima; – 5). Quest’ultima saluta la top ten dopo quasi due anni ininterrotti. A prendere il suo posto nell’élite mondiale è la ceca Karolina Muchova (decima; + 1).

Esordisce in top twenty l’ottima semifinalista Sorana Cirstea (18; + 9), che migliora un career high (n. 21) che risaliva al 21 agosto di ben tredici anni or sono. La trentaseienne di Bucarest, che ha sconfitto la n. 1 Sabalenka, ha annunciato il ritiro a fine stagione, ma, di questo passo, non è escluso un ripensamento…

Bene anche Anastasia Potapova (28; + 10) e Nikola Bartunkova (65; + 29), entrambe approdate agli ottavi, la prima dalle qualificazioni, la seconda da lucky loser.

In brusco calo, invece, Qinwen Zheng (53; – 21) e Peyton Stearns (92; – 43).

Tra le azzurre, dietro a Paolini, abbiamo Elisabetta Cocciaretto (40; + 1), Lisa Pigato (138; + 3), Lucrezia Stefanini (154; 0), Nuria Brancaccio (165; + 6) e Lucia Bronzetti (173; 0).

I top ten del ranking ATP: 1 Jannik Sinner, 2 Carlos Alcaraz, 3 Alexander Zverev, 4 Novak Djokovic, 5 Félix Auger-Aliassime, 6 Ben Shelton, 7 Daniil Medvedev (+ 2), 8 Taylor Fritz (- 1), 9 Alex de Minaur (- 1), 10 Alexander Bublik (+ 1).

Le top ten del ranking WTA: 1 Aryna Sabalenka, 2 Elena Rybakina, 3 Iga Swiatek, 4 Coco Gauff, 5 Jessica Pegula, 6 Amanda Anisimova, 7 Elina Svitolina (+ 3), 8 Mirra Andreeva (- 1), 9 Victoria Mboko, 10 Karolina Muchova (+ 1).

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