Paolini crolla contro Gibson. Sabalenka facile su Osaka

Jasmine Paolini non riesce a trovare continuità. La tennista azzurra è stata eliminata agli ottavi di finale del WTA 1000 di Indian Wells battuta dalla qualificata australiana Talia Gibson 7-5 2-6 6-1 e, ormai da ottobre, non riesce ancora una volta a vincere tre partite consecutive.

Il dato comincia a essere abbastanza allarmante, soprattutto perché nell’ultimo anno attorno a lei sembrano cambiate tante cose. Forse troppe, con anche l’ultimo allontanamento dal team di Daniele Pizzorno. E nella nuova partita al terzo set del suo torneo californiano è sembrata lei, stavolta, a essere svuotata da energie e intensità contro l’avversaria, numero 112 del mondo e capace fin qui di passare dal tabellone cadetto e soprattutto di imporsi in quello principale contro pronostico sia al secondo turno contro Ekaterina Alexandrova, sia al terzo contro Clara Tauson, sia oggi.

Gibson sfonderà il muro della top-100 comunque vada a finire questo torneo, meritando l’approdo tra le migliori otto del torneo di Indian Wells al termine di una partita aggressiva e coraggiosa, dove è riuscita a sua volta a cancellare abbastanza rapidamente il secondo parziale dove fin dai primi punti era parsa aver lasciato il piede dall’acceleratore. Jasmine, invece, era spesso lei a cedere campo rispetto alla linea di fondo, concedendo molto spesso all’australiana di aggredirla con colpi potenti e non riuscendo a spostare Gibson quel tanto che serviva per evidenziare carenze dal punto di vista dei movimenti. E così la sorpresa è arrivata, e nei quarti di finale sfiderà Alexandra Eala o Linda Noskova.

Molto deludente, quantomeno viste tutte le presentazioni della vigilia, il primo quarto di finale di giornata tra Aryna Sabalenka e Naomi Osaka. La prima sfida otto anni dopo quell’ottavo di finale allo US Open è durato poco più di un’ora, con la numero 1 del mondo molto centrata e mai in affanno al servizio, libera di vincere sia la battaglia sulla potenza sia nel trovare soluzioni tattiche a evidenziare le lacune dell’attuale Osaka, lontana (e questa sfida lo ha evidenziato) dai suoi giorni migliori. Un peccato questo 6-2 6-4 perché è un contrasto enorme con quanto si ricordava da quel giorno del 2018, in una partita che divenne facilmente la più bella del torneo femminile e metteva in primissimo piano due ragazze forti, che trattavano la palla senza grande ritegno, che sapevano prendere il pubblico e vivevano un confronto alla pari fino al doppio fallo conclusivo con l’attuale leader della classifica perse quella sfida. Oggi hanno entrambe quattro titoli Slam in bacheca, diverse settimane da numero 1 (sebbene Aryna sia oltre le 70 e Naomi sia ferma alle 25 del 2019), ma nei fatti non potrebbero essere in due momenti più distanti delle rispettive carriere: la giapponese ha raccolto quasi tutto il meglio entro il 2021, sparendo per lungo tempo negli anni successivi, dovendo passare per problemi anche personali importanti e non incidendo mai dal suo rientro; Sabalenka invece ha cominciato la sua crescita vera soltanto a fine 2022, diventando oggi una delle migliori in assoluto, migliorandosi ed evolvendo, modificando qualcosa nel proprio gioco e non affidandosi più unicamente alla propria forza. E adesso c’è un nuovo quarto di finale nel deserto californiano, da giocarsi contro Amanda Anisimova o Victoria Mboko.

Risultati

[1] A. Sabalenka b. [16] N. Osaka 6-2 6-4
[10] V. Mboko vs [6] A. Anisimova
[31] A. Eala vs [14] L. Noskova
[Q] T. Gibson b. [7] J. Paolini 7-5 2-6 6-1

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