Venus Williams sfiora l’impresa a 45 anni

Venus Williams è stata vicinissima a vincere una partita Slam all’età di 45 anni e mezzo. Non sarebbe stato record di anzianità assoluto, con Martina Navratilova che nel 2004 si impose a 47 anni (e mezzo) nel primo turno di Wimbledon, ma per l’Australian Open c’era in ballo un primato storico.

L’ex numero 1 del mondo è stata avanti 4-0 al terzo set contro Olga Danilovic, cedendo più alla fatica e alla carta d’identità che al rientro dell’avversaria, vittoriosa infine 6-7(5) 6-3 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco.

La sua wild-card era stata tanto discussa, anche perché la stessa Williams non si presentava a Melbourne da ormai cinque anni e la situazione è quella che è. Lo scorso anno aveva provato qualche partita ma il corpo, vuoi per sopraggiunti limiti anagrafici e vuoi per un’inattività ormai importante, sembrava rifiutare la voglia di stare in campo. Oggi invece è apparsa una giocatrice diversa. Sicuramente una sua vittoria avrebbe aperto qualche dibattito di troppo, anche perché la sua avversaria ha 21 anni in meno e può disporre di un bel gioco, ma già così ha dato prova che può vivere ancora una giornata di speranza, diciamo così.

Una sua vittoria, per onestà di cronaca, sarebbe giunta anche con la co-partecipazione della rivale che da parte sua è parsa vivere abbastanza male ogni momento importante della partita, forse per l’emozione, forse perché sentiva di non poter perdere, e Olga fin qui è sempre stata un po’ limitata in carriera perché i nervi spesso hanno avuto il sopravvento. E così anche nel finale di primo set, quando le due erano punto a punto, lei pareva sempre voler fare e strafare nel colpire la palla, mancando controllo e coordinazione, mentre l’avversaria con molta più compostezza impattava bene e faceva male.

Di fatto Venus, nei momenti migliori, non correva: si spostava nei due metri di campo che riusciva a coprire e con le sue qualità di colpitrice cercava di tenere testa a una rivale arrembante sì ma che poteva essere colpita dove più fa male. E il tie-break è forse l’esempio principale: dal 2-0, Danilovic ha perso 5 punti consecutivi. Ha salvato i primi due set point, ma sul 5-6 in risposta pur cominciando lo scambio ha pensato solo a colpire verso il centro del campo, non facendo in alcun modo male alla rivale che dopo cinque o sei scambi ha accelerato, preso il comando e chiuso col suo lungolinea di dritto.

Il secondo set diradava qualche nube per la serba, ma nel terzo set un brutto inizio la spegneva di nuovo, scivolando addirittura indietro 0-4. Venus era calata, ma con ordine cercava di tenere tutto in piedi e condurre in porto la partita. Purtroppo per lei, è come se le forze residue siano dissipate in pochi minuti con la serba che nel frattempo recuperava i due break e sul 4-4 riusciva (a fatica) a vincere l’ultimo e più importante game in risposta.

Cosa trarre da tutto ciò? Questa Venus sembra ben lontana da una tennista che vuole lasciare, in barba a tutto quello che le succede. Siamo forse ben oltre la logica, in un territorio inesplorato e con poche indicazioni vere da fare alcun genere di paragone. La grinta c’è, l’impatto non lo perdi invecchiando, e la sensazione è che possa davvero riprovarci quantomeno per togliersi lo sfizio di una vittoria, basterebbe questo ora.

Tra le altre big, Aryna Sabalenka ha avuto un esordio abbastanza agevole contro Tsiantsoa Rakotomanga Rajaonah, dove ha dovuto gestire la francese (di origine malgasce) per un set per poi dilagare con la sua cilindrata superiore. 6-4 6-1 come il punteggio, e un andamento molto simile, per Emma Raducanu contro Manachaya Sawangkaew, con la tennista thailandese molto brava nelle fasi iniziali di partita ma dove alla lunga la numero 28 del seeding è salita in cattedra dilagando fino al match point. Per una sfida contro la numero 1 del mondo, serve una vittoria al secondo turno contro Anastasia Potapova, reduce dalla rimonta del giorno nella partita quasi persa contro Suzanne Lamens (da 3-6 1-5 a 3-6 7-5 6-2). Per Sabalenka, un incontro molto più agevole contro la qualificata numero 697 del mondo Zhaoxuan Bai, impostasi al tie-break decisivo contro Anastasia Potapova.

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