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24 Gen 2026 06:47 - Senza categoria
Sinner e la divina provvidenza, 3 italiani agli ottavi
di Diego Barbiani
Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Luciano Darderi: tre italiani agli ottavi di finale nella parte bassa dell’Australian Open, con tre partite a loro modo piene di eventi.
Ha cominciato Darderi, a inizio giornata, con una splendida vittoria in tre ore e mezza contro Karen Khachanov per i primi ottavi di finale Slam della carriera. Un 7-6(5) 3-6 6-3 6-4 pesante, contro un avversario ormai abbastanza esperto e capace di rappresentare la mina vagante sul cemento, eppure battuto alla distanza, territorio a cui Karen spesso si affida (o si ritrova a suo modo imbrigliato).
Ottimi i numeri soprattutto al servizio, per l’azzurro, con quasi l’80% di punti vinti con le prime in campo e 17 ace (tre più dell’avversario) e dati maggiori praticamente in ogni aspetto. Nei parziali, invece, è stato fondamentale il primo perché Luciano aveva avuto le occasioni migliori per portarlo a casa e forse non ci fosse riuscito avremmo avuto un copione completamente diverso, con l’aspetto fisico di Khachanov a quel punto a giocare un fattore ancor più pesante sulla partita mentre ci avvicinavamo alle ore più calde di una giornata che ha toccato i 40 gradi. Darderi ha cancellato dalla mente un 4-1 sprecato e due set point mancati sul 6-5 per prendersi un tie-break pesantissimo. Il calo a inizio secondo set è stato quello che ha rimesso tutto in equilibrio, e la partita si è così giocata (in buona parte) nel terzo set dove l’azzurro non ha offerto palle break e ha sfruttato l’unica occasione. Chirurgico, è salito avanti 2-1 e nel quarto si è ripetuto.
Sarà così derby contro Sinner al quarto turno, anche se Jannik stesso ha riconosciuto che oggi il suo 4-6 6-3 6-4 6-4 contro Eliot Spizzirri sia stato anche grazie alla fortuna di aver avuto la chiusura del tetto nel momento più difficile per lui. Si temeva questo, perché nel caldo afoso australiano già in passato lo abbiamo visto faticare contro Holger Rune, e le cose si sono dannatamente complicate per lui già nel primo parziale quando da 4-2 ha avuto un primo pesante passaggio a vuoto da fargli perdere il set. Pareggiava i conti, ma nel terzo arrivava il crollo fisico vero.
C’è una regola, applicata ormai varie volte in queste circostanze, dove un indice di calore regola quando e come chiudere il tetto e nei primi game del terzo parziale anche su vari social si avevano foto di giornalisti dalla sala stampa che inquadravano il monitor, ormai arrivato a 4.8/4.9 di valore (a 5 è la chiusura totale del tetto e la sospensione delle partite sui campi sprovvisti, come succederà per il match tra Linda Noskova e Wang Xinyu). Sul break del 3-1 per Spizzirri, Sinner era ormai coi crampi dalla testa ai piedi, affaticato e semovente. Il gioco si è fermato, come da regola, sulla situazione di parità nel numero di game giocati e anche lì probabilmente qualcosa lo statunitense ha lasciato, perché alla ripresa ha perso subito il vantaggio. Gli rimaneva quello fisico, perché dire che Sinner era rinato sarebbe un’esagerazione. L’azzurro si teneva in piedi solo col servizio, forzando alla ricerca di righe e angoli per non scambiare e non colpire la palla soprattutto col dritto vista la fatica che faceva a gestire i crampi alla mano.
Sudatissimo, con perdita di liquidi importante, l’azzurro in qualche modo ha salvato i game sul 2-3 e 3-4. Se lo scambio partiva, doveva forzare. Se veniva fatto correre, era lento. Tra un punto e l’altro camminava male, si dava racchettate sulla gamba e guardava Darren Cahill con sguardo cupo e pesante, gli diceva “Non ce la faccio, non ce la faccio”. L’australiano cercava di spingerlo a non lasciare, anche a costo di perdere il terzo set, immaginando che più i minuti passavano più quella situazione fisica sarebbe cambiata. Un nuovo game fiume, sul 4-4, lo ha portato al break che ha spezzato ancora una volta l’equilibrio: tante situazioni di 40-40, alla fine un paio di belle risposte dell’azzurro hanno girato la situazione e col servizio è salito avanti 2-1.
Non era ancora in salvo, perché di nuovo appariva scarico all’inizio del quarto set tanto che di nuovo Spizzirri saliva avanti 3-1. Giocava bene, lo statunitense, soprattutto facendo male col rovescio lungolinea. Le sue gambe si muovevano molto e molto meglio dell’azzurro che però, messo “spalle al muro” tirava fuori ancora un paio di punti incredibili e riusciva a non farlo staccare nel punteggio. Eliot, a quel punto, ha pagato il contraccolpo e ha subito un secondo break consecutivo. Nel passaggio da 2-3 a 4-3, Sinner è parso finalmente cominciare a crescere a livello fisico, riuscendo così a gestire con molta più fiducia e calma i due turni di battuta decisivi ammettendo, al microfono dell’intervista in campo, di essere stato fortunato oggi.
Musetti, invece, è stato il maratoneta vero. Quattro ore e mezza per battere Tomas Machac 5-7 6-4 6-2 5-7 6-2, con anche la pausa per la sospensione a causa del caldo, con la chiusura del tetto. L’azzurro è stato bravo soprattutto nel mantenere un livello medio-alto che ha avuto la meglio, alla fine, sugli alti e bassi del rivale, che ha commesso oltre 80 errori gratuiti. Eppure l’inizio gara sembrava stregato, con Musetti incapace di concretizzare tante palle break, giocarsi comunque il primo parziale in volata e perderlo 7-5 dopo tanti game ai vantaggi. E l’inizio del secondo continuava a essere favorevole al suo rivale. Dal 7-5 3-1, però, Machac si è spento: tre game persi dei successivi quattro alla battuta e set completamente ribaltato, col crollo generale (anche per le condizioni climatiche estreme) che l’ha portato rapidamente a perdere anche il terzo set. Nel quarto parziale, Musetti non è riuscito a prendere la partita buttando al vento palle break pesanti sia sul 3-3, sia sul 4-4 che sul 5-5, finendo per perdere a sua volta il servizio sul 5-6 e costringersi a un quinto set.
È stato fondamentale, qui, l’inizio: break immediato e recupero prodigioso da 0-40, a mettere subito distacco dal ceco che non si è più fatto vedere aggressivo ed efficace in risposta, perdendo nuovamente la battuta sul 4-2 per Lorenzo e mollare definitivamente la presa. Musetti, sollevato e contento, ha raggiunto per la prima volta in carriera (pure lui) gli ottavi di finale a Melbourne Park e attenderà ora uno tra Stan Wawrinka e Taylor Fritz.