A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
22 Gen 2026 11:19 - Australian Open
Scampoli di emozioni, Wawrinka infiamma la Melbourne, Tsitsipas saluta
di Roberto Salerno
Ci siamo tanto lamentati nei giorni passati – e a dire il vero non è che la nottata sia stata uno spasso – ma “Stan The Man” è riuscito ad attenuare il torpore che avvolge fin qui questo Australian Open. Dopo 4 ore e 33 minuti di partita Wawrinka ha battuto Arthur Gea, che nel tiebreak finale ha messo in mostra tutta la propria inesperienza in un palcoscenico diventato un’arena, stavolta sì. Il francese ha commesso i soli due doppi falli del quinto set proprio nel tiebreak decisivo e se quelli sarebbero già bastati per dare un vantaggio sostanzialmente incolmabile, Stan ha aggiunto il resto visto che, oltre al rovescio che rimpiangiamo già, ci ha messo pure un incredibile lob di dritto che ha spezzato le gambe del ventunenne di Valleron, appena alla sua terza partita nel circuito maggiore. Prima, la caparbietà dello svizzero aveva evitato che il ragazzone francese prendesse il largo, aiutato appunto dall’inesperienza di Gea, che ha avuto troppe pause per non finire col pagarle. Per Wawrinka ora ci sarà Fritz, che ha detto di non stare troppo bene, chissà che non si possa posticipare ulteriormente l’addio definitivo al cemento australiano.
Non troppo fortunato nemmeno Tsitsipas, che ci ha provato eccome a non soccombere contro un avversario evidentemente più in fiducia di lui. Machac è in grado di mettere in difficoltà sostanzialmente chiunque e solo la caparbietà di Stefanos ha allungato il match fino al tiebreak del quarto. Qui si è appunto visto cosa può fare la desuetudine, perché nonostante due vantaggi di un minibreak Tsitsipas, che a Melbourne si è sempre sentito a casa, coccolato dalla sterminata comunità ellenica, ha finito col perdere tiebreak e partita. La sconfitta di Tsitsipas non è una sorpresa naturalmente, ma un ulteriore segnale che la crisi di identità tecnica è lontana dal finire. Il rovescio sotto pressione continua a regalare troppi punti, e servizio e dritto da soli non bastano a compensare.
Stavolta gli italiani in campo c’erano, e se Darderi è stato bravo a superare un Baez che era sembrato molto in palla è stato tutto sommato deludente il derby dei Lorenzo. C’è da dire che la differenza tecnica tra Musetti e Sonego rimane ampia e che solo una cattiva giornata del primo o un’impresa agonistica del secondo può rendere questo incontro equilibrato. Non c’è stata né l’una né l’altra: Musetti ha controllato senza troppi affanni, chiudendo la pratica in tre set.
C’era anche Sinner, ma Duckworth era già contento di essere arrivato al secondo turno e ha solo pensato ad evitare una figuraccia, quindi è stato un altro allenamento nemmeno troppo faticoso per Jannik. E non sarà Spizirri, che ha giocato quasi 4 ore contro Wu, a poter impensierire seriamente un Sinner che sembra viaggiare su una frequenza diversa rispetto al resto della truppa.