Sabalenka testa le giovani: Mboko rimandata, ora Jovic

Un anno fa le sensazioni attorno alle chance reali di Aryna Sabalenka di mettere le mani sul terzo titolo consecutivo a Melbourne Park erano buone per lo status e la forza che ha di imporsi sulle superfici veloci, ma le prestazioni in campo non davano tanta fiducia. Alla fine, volente o nolente, quell’Australian Open non è arrivato anche a causa della solita altalena di rendimento in una finale, ma il percorso in quello Slam fu pieno di momenti “no” e crepe qua e là nella continuità di rendimento.

Ora la numero 1 del mondo è di nuovo in quella posizione. I suoi dati sul cemento sono eccezionali, le vittorie e i piazzamenti in Australia (come a New York) sono di assoluto valore, e probabilmente rispetto al 2025 fa valere maggiormente la propria cilindrata superiore a (quasi) tutte, eppure nelle ultime due uscite sono riapparsi per la prima volta in stagione i “soliti” momenti di incertezza. Forse non è giusto accennare soprattutto a questo, nel 6-1 7-6(1) contro Victoria Mboko, ma già dalla partita pasticciona contro Anastasia Potapova al terzo turno si stava complicando la vita. Ancora oggi, pur con un doppio break di vantaggio nel secondo set, è riuscita a buttare tutto alle ortiche.

Inizio formidabile, colpi che viaggiavano, punti importanti quasi sempre vinti e un parziale con 15 vincenti e 4 errori gratuiti che spiegano la differenza qualitativa vista. Mboko era forse accreditata come la prima vera rivale del suo torneo fin qui, eppure ha pagato tanto una dose di inesperienza a un test per lei molto più probante di tutte le giocatrici affrontate e una condizione fisica non eccezionale per quanto richiesto in campo. A lungo andare, era sempre più incerta col dritto e, soprattutto, fisicamente cedeva qualcosa da quel lato, spesso in ritardo o scomposta quando Sabalenka puntava in quella direzione con la diagonale del suo dritto. Mboko sembrava trovare efficacia solo con movimenti ridotti verso la palla e un colpo in lungolinea, con la rapidità di esecuzione e traiettoria tesa, con pochissima rotazione. Serviva però la costruzione del punto.

Ci son stati momenti, qua e là, dove un “se fosse” poteva essere inserito, eppure era riuscita a rientrare in corsa. Precipitata sotto 1-6 1-4, Mboko ha lasciato andare il braccio dal lato del rovescio per prendersi la palla break realizzata con un errore di rovescio dell’avversaria e, rientrando da 0-30, si è portata a un game di distanza. Sabalenka, al servizio per il match, ha fatto il resto. Dal 40-15 si è vista prima subire una risposta vincente, poi bloccarsi lei col proprio dritto che di colpo perdeva almeno 20 chilometri orari, si irrigidiva, salivano i nervi. Un brutto rovescio cancellava anche la seconda chance, e da lì cominciava una lunga serie di parità dove Aryna riusciva ormai a far punto solo col servizio, frettolosa e in affanno durante gli scambi finendo per bruciare un terzo match point e cedere alla seconda palla del controbreak con un raro (fin lì) gratuito di dritto. Mboko saliva bene sul 6-5 dove però, a dispetto di altre occasioni, Sabalenka non ha mollato ma soprattutto non ha voluto strafare rischiando il più classico dei fuori giri. Ha sbagliato male il primo dritto, ma col servizio si è data una gran mano e pur avendo la rivale due volte a due punti dal set si è guadagnata il tie-break.

Sul 6-6, come visto anche nel 2025, è riuscita a rendere tutto una formalità. Partenza rapidissima e un 6-0 immediato. Mboko ha forse da recriminare per l’inizio, quando si è fatta trovare fuori tempo e con la palla sotto ai piedi dopo un bel recupero difensivo della rivale, ma l’immediato 4-0 è stato sorattutto merito di una Sabalenka che ha alzato il livello di attenzione e di gioco, prendendosi così i quarti di finale dove affronterà un’altra giovanissima come Iva Jovic. La statunitense, reduce dalla pesante vittoria contro Jasmine Paolini, ha fatto anche meglio al quarto turno dove ha pescato una Yulia Putintseva completamente dismessa e persa nei suoi pensieri, facendo nuovamente valere la grande solidità ed efficacia del proprio gioco contro una rivale confusa, fin troppo altalenante e negativa, travolta alla fine per 6-0 6-1.

Dalla stessa categoria