A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
18 Gen 2026 15:55 - Australian Open
Gli imbarazzanti dolori di Cobolli, Alcaraz in rodaggio e il solito Zverev: benvenuti all’Happy Slam
di Roberto Salerno
Da quando è partita quest’abitudine di offrire una sorta di antipasto domenicale l’ingresso negli slam offre poche indicazioni e ci si trova a dover quasi spiare un sopracciglio fuori posto, un inciampo, uno scatto di nervosismo, qualche break. Il 2026 non pare essere diverso, il singolare maschile non ha offerto quasi nessuna vittoria contro pronostico, tranne – da qui il “quasi” – quella che è toccata al povero Cobolli, vittima di forti “dolori intestinali”, definizione diplomatica di un problema che non è il caso di specificare meglio. Cobolli ha lamentato l’impossibilità di andare in bagno e ha fatto ricorso a qualche pillola ma sostanzialmente ha giocato menomato quasi l’intero match, crollando nel terzo. Abbiamo visto giocatori più fortunati anche se vedrete che qualcuno si affannerà a spiegare che la differenza con i big si vede anche da questo, speriamo non si riferiscano all’alimentazione.
Tornando al campo occhi sul primo Alcaraz dopo Ferrero, appunto per scorgere qualche segno di inquietudine o, va a sapere, di sollievo. Inutile dire che, strano eh?, è sembrato quello di prima, con qualche ruggine nel se accelerava, qualche amnesia che gli è costato il break, molti colpi da highlight che servono a ricordare che in fondo Federer qualche ragione ce l’ha. Il tabellone di Carlitos sembra davvero in discesa, e come detto nel commento al sorteggio si fa fatica a scorgere chi possa impedirgli di arrivare in finale.
Non certo Zverev, capace di concedere un set al buon Diallo, e che soprattutto ha un cammino parecchio più complicato già a partire dal secondo turno. Gente che dovrebbe battere ma che sicuramente gli porterà via sin troppe energie, e se davvero dovesse incrociare un discreto Medvedev difficilmente riuscirebbe a salvarsi. Il che significa che più della semifinale Alcaraz potrebbe avere dei fastidi ai quarti, a condizione che Bublik, più che de Minaur, riesca a tenere la stessa concentrazione di questi ultimi giorni. Contro un più che buon Brooksby Sasha è stato quasi chirurgico, aggettivo decisamente insolito per lui, brekkando sempre all’inizio di ogni set. Non che anche oggi non abbia fatto vedere perché in molti lo amino inutilmente, visto che sul 30 pari, al servizio per vincere il secondo set, ha pensato bene di tirare una seconda a 213 kmh, col bel risultato di commettere il suo primo doppio fallo. A parte qualche difficoltà nel terzo comunque alla fine la partita è stata vinta con grande autorità, magari dura, sicuramente fino agli ottavi, con de Minaur ne sapremo di più.
Anche il resto non è stato particolarmente eccitante, Norrie ha avuto bisogno di cinque set, Tiafoe e Cerundolo hanno fatto quel che dovevano, Moutet non ha perso occasione per farsi benvolere da tutti tirando il servizio da sotto sul match point contro Schoolkate. Andrà meglio nei prossimi giorni. Speriamo.