Djokovic fa 100 senza stancarsi, le novità sono Gea e Maestrelli

In attesa di quello in carica e dopo i fasti di quello che fu il più grande la Rod Laver Arena oggi ha riabbracciato il suo re più longevo. Novak Djokovic ha archiviato la pratica Pedro Martinez in due ore esatte, quelle che servono per un buon allenamento agonistico. Sostanzialmente nessuna sbavatura, il servizio sembra a posto e c’è la sensazione generale che il serbo abbia voluto testare i motori senza mai salire troppo di giri. Ne è passata di acqua e di slam da quel 6-1 6-1 6-0 rifilato al povero Massu, la prima di queste cento vittorie a Melbourne. Ciononostante l’integrità fisica mostrata oggi non spaventerà i dioscuri, ma Mc Enroe ha detto di non fidarsi e chi siamo noi per?

Se Djoovic festeggia l’ennesima traguardo Medvedev, che con il cemento australiano ha una storia tormentata di titoli sfiorati e battaglie epiche, ha regolato l’olandese De Jong in tre set tornando a vincere un match in uno slam, cosa che non gli succedeva ormai da un anno. Qualche distrazione nel finale ha costretto il moscovita al tie-break, ma per Daniil è un inizio di torneo che pare confermare le buone impressioni di Brisbane e puntellare quella fiducia che ultimamente sembrava essersi pericolosamente incrinata.

Tuttavia, se i “big” hanno fatto il loro dovere, il vero brivido di giornata è arrivato dai volti nuovi. La sorpresa più fragorosa porta il nome di Arthur Gea. Il ventunenne francese arrivato dalle qualificazioni dopo il titolo a Nouméa, ha superato Jiri Lehecka in tre set. Gea è il giocatore che ha vinto più partite in questo inizio di 2026 e oggi ha dimostrato di avere non solo il braccio, ma anche la testa per stare sui grandi palcoscenici.

Grande soddisfazione per Francesco Maestrelli che al suo debutto assoluto nel tabellone principale di uno Slam, ha vinto un match che potrebbe rappresentare una svolta. Contro il francese Térence Atmane, Maestrelli è rimasto in campo per cinque set travolgendolo dopo aver perso il tiebreak dl terzo set. Peccato che il premio sarà Novak Djokovic ma in fondo per un ragazzo della sua generazione potrebbe essere l’unica occasione per vedere da vicino, e sfidare, uno dei mitologici “Big Three”

Per il resto della pattuglia italiana, la giornata è stata invece chiaroscuro. Non si riprende Matteo Arnaldi, superato agevolmente da un Andrey Rublev apparso in formato “rullo compressore”, mentre è parso troppo leggero Mattia Bellucci per impensierire la solidità di Casper Ruud. Domani fuochi artificiali, quando scenderanno in campo Sonego, Darderi, Musetti – tutti in apertura di giornata, l’una di notte da noi – e ovviamente Sinner, che invece chiuderà il programma maschile della Rod Laver Arena.

Per il resto da segnalare la vittoria di Wawrinka, che si è concesso un altro match a Melbourne e il solito infortunio, stavolta alla schiena, per Auger-Aliassime. Tien, uno che andrebbe seguito di più, ha avuto invece bisogno del quinto set. Non hanno combinato guai Tommy Paul e Alex de Minaur, ma questo si sapeva, e nemmeno Shapovalov. Non durerà.

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