Altra altalena per Swiatek, sul velluto le sue rivali

Ancora una volta, la parte bassa del tabellone femminile dell’Australian Open vive una giornata relativamente tranquilla per le proprie big. Il quarto “delle americane” vede come da pronostici Amanda Anisimova, Jessica Pegula e Madison Keys (in rigoroso ordine di teste di serie) avanzare senza troppi affanni e un ottavo di finale ora tra Keys e Pegula, mentre Anisimova se la vedrà un po’ a sorpresa contro Wang Xinyu, che ha superato la più quotata Linda Noskova 7-5 6-4.

Ancora una volta, la partita che ha dato le indicazioni maggiori (e non tutte positive) è stata quella di Iga Swiatek. La numero 2 del mondo si è imposta con un punteggio assai altalenante contro Anna Kalinskaya, un 6-1 1-6 6-1 che ritrae abbastanza bene il suo momento attuale contro un’avversaria dalle caratteristiche comunque per lei fastidiose.

Guardandola giocare, Swiatek sembrava molto diversa tra i momenti dove gestiva tutto e dove era più “in lotta”. Quel 6-1 subito, a conti fatti, è nato anche perché di testa ha lasciato il parziale dopo aver mancato occasioni per un nuovo controbreak. Il rendimento al servizio nel secondo è stato piuttosto negativo (per non dire altro) e paradossalmente ricavava qualcosa di più con la sua seconda, nel tentativo di spingere la prima e non essere preda delle risposte dell’avversaria, accesasi di colpo nei primi due game del set.

La polacca ha cominciato piuttosto bene, con slice e varietà alla battuta, con qualche discesa a rete, con un immediato break e l’allungo gestito senza troppi impacci, raddoppiando il vantaggio sul 4-1. Di nuovo, a inizio secondo parziale era sempre presente in risposta ma non è riuscita a continuare la serie positiva. Il dritto un po’ cominciava a soffrire, ma non è mai crollato come capitato in altre occasioni. Anche per questo il 6-1 subito è difficile da paragonare bene. Era più in affanno alla battuta, e questo le aveva fatto perdere brillantezza e, come già accaduto, ha perso fluidità negli spostamenti diventando come pesante. La sensazione classica di questo inizio di stagione: non ci sono infortuni, ma non c’è vera scintilla atletica. Sono arrivate risposte estreme e troppo aggressive, un po’ di fretta qua e là, ma c’era pure la sensazione che tra lo 0-2 e l’1-4 non stesse andando fuori dalla sua rotta. O almeno non come fece vedere in altri momenti in stagione. Cercava qua e là di aprire angoli col rovescio e di lavorare il dritto in top spin, mancava però qualcosa, soprattutto nella parte atletica (e mentale).

Perso il set, ha dovuto prendere del tempo per disinfettare e rivedere la fasciatura per le vesciche sulla mano destra e in quella pausa ha ritrovato anche calma e un giusto atteggiamento mentale, ripartendo nel parziale decisivo come fossero i primi momenti del match. Ottimi piazzamenti dei colpi, palla di nuovo profonda, discreta tenuta del campo e allungo immediato sul 3-0 che ha spento la verve di Kalinskaya, ritrovatasi di nuovo a lasciare andare il braccio senza grande inventiva. Cosa inutile, in quel momento, contro un’avversaria più brava e più solida. Così Swiatek ha risolto la pratica, non fugando i dubbi (ancora) sulle sue possibilità di andare molto avanti nel tabellone ma dandosi altro tempo per correggere quello che ancora manca ad avere vera continuità ed efficacia. Il tabellone sembra darle una mano, perché approfitterà del ritiro di Naomi Osaka e troverà sulla sua strada Maddison Inglis: insidiosa forse, giocando in casa, ma per essere un ottavo Slam poteva capitare molto peggio. I problemi veri, in caso, si ripresenterebbero nell’eventuale quarto di finale contro Elena Rybakina, avversaria per lei sempre molto ostica e che fin qui non sta neanche facendo vedere tutto il suo potenziale, mai veramente impegnata nelle tre partite vinte (compresa quella odierna, contro Tereza Valentova, chiusa con un rapido 6-2 6-3). La kazaka, invece, avrà al quarto turno Elise Mertens.

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