A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
21 Gen 2026 13:05 - Australian Open
A Melbourne si sonnecchia, avanti tutti i big, per le emozioni serve pazienza
di Roberto Salerno
Il sole di Melbourne picchia duro, ma oggi sul cemento blu della Rod Laver Arena l’unico rischio è stato quello di qualche sbadiglio di troppo tra il pubblico del “day session”. Siamo solo alla quarta giornata e i big del tabellone sembrano aver deciso che non è ancora il momento di soffrire e di regalare drammi – sempre di sport si tratta eh? – al pubblico pagante.
Carlos Alcaraz è stato il primo a sbrigare la pratica, e a fine match ha ammesso di essere rimasto un po’ sorpreso dall’approccio del suo avversario. Dice di aver fatto fatica a trovare il ritmo con le palle pesanti di Hanfmann, molto solido nel primo set, giocato forse addirittura sovraritmo dal tedesco. Carlitos è così rimasto impigliato nelle trame dell’avversario fino al tiebreak, risolto dopo dopo essere stato sotto di un break e aver rischiato di scivolare in una palude pericolosa. Passato quello la partita è filata via liscia, offrendo a tratti la ormai solita sfilata di alta moda tennistica. Alcaraz ha iniziato a colpire con maggiore libertà, regalando le solite chicche, ed è rimasta negli occhi una volée in allungo millimetrica alla fine del terzo set e una splendida volée corta col taglio sotto morta ad un passo dalla rete proprio su una delle tre palle break consecutive del game finale. colpi che hanno strappato non pochi “ohhhh” di meraviglia genuina a una platea non troppo emozionata. Carlitos al terzo turno troverà Moutet, che potrà anche battergli da sotto ma difficilmente si divertirà più dello spagnolo.
Non sono stati da meno gli altri favoriti – almeno per un posto in semi… – della parte alta del tabellone. Daniil Medvedev pare avviato a ridiventare quel muro invalicabile in grado di prosciugare le energie e le idee dell’avversario di turno, oggi un buon Halys ex grande promessa francese. Rublev ha scaricato i suoi soliti traccianti di dritto con buona regolarità e soprattutto nessuna crisi di nervi, controllando il ritmo con autorità, con la piccola distrazione che gli è costata il terzo set. E Alex de Minaur, l’idolo di casa su cui pesano le speranze dell’Australia intera, ha risentito della pressione solo nel primo set e poi ha corso come al solito, cioè tanto. Vittoria tutto sommato rapida e indolore anche per Sasha Zverev, che ha di nuovo smarrito un set ma poi si è imposto con una certa autorevolezza.
Per chi ama le sorprese, oggi è stata quindi un’altra giornata magra. Il tabellone maschile pare la sua sceneggiatura con una precisione che comincia a diventare seccante. Per ora insomma, il tabellone è uno specchio fedele del ranking ATP .
Si avverte però nell’aria la sensazione di un’attesa collettiva. Ancora prima dell’1 febbraio è naturale attenersi qualche brivido, magari a partire dagli ottavi di finale, i match in grado di riscattare una prima settimana poco eccitante. Per le emozioni servirà ancora un po’ di pazienza. Il grande tennis è lì, dietro l’angolo della seconda settimana. Speriamo almeno.