A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
“Sono contento di quanto fatto sinora e cercherò di proseguire alla stessa maniera”. Carlos Alcaraz, pronto a tornare in campo al Masters 1000 di Cincinnati dopo la sconfitta rimediata nella finale di Wimbledon contro Jannik Sinner, fissa i suoi obiettivi e tiene viva la rivalità con l’altoatesino. “Ci sono tante cose che voglio ancora aggiungere al mio gioco per fare ancora meglio durante le partite, ma per ora l’obiettivo resta lo stesso: essere felice, godermi il mio tempo sia in campo che fuori in quelli che sono i tornei più belli del mondo. Poi, ovviamente, per quel che riguarda gli obiettivi in campo la volontà è quella di tornare al numero 1 del ranking entro la fine dell’anno. Sarà questo l’obiettivo di questa seconda metà di stagione”.
“Sono contento di come stia crescendo questa rivalità con Jannik – ha aggiunto il murciano – Credo che sia io che lui abbiamo fatto già fatto grandi cose destinare a rimanere nei libri di storia del tennis. Ma non sto parlando della storia che noi stiamo scrivendo nel tennis oggi, abbiamo ancora una lunga carriera davanti a noi per scoprire fin dove arriveremo e per scoprire se riusciremo o meno a scrivere questa storia, ma è una discussione che riguarda sola la gente”.
Alcaraz torna poi a parlare della sconfitta di Wimbledon, il primo ko in una finale di uno Slam. “È stato un qualcosa di nuovo per cui devi comunque farti trovare pronto. Io non vorrei mai perdere nessuna delle finali che gioco, ancor più se si tratta di Wimbledon o di altri Slam – ha spiegato lo spagnolo -Ma ho lasciato il campo sereno e orgoglioso, sorridendo e dicendomi che prima o poi avrei dovuto perderla una finale Slam, è capitato a tutti. Dopo quel match le cose da migliorare sono ancora molte, ma mi sono bastate alcune ore, neanche giorni. Devo solo essere grato per quel che sto costruendo e quel che sto vivendo, e aver giocato una finale a Wimbledon è un qualcosa di ancora più grande. Quindi, anche se ho perso, sono uscito dal campo fiero e felice per quel che ero riuscito a fare”.
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