A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
La buona notizia è che Matteo sta bene, quella brutta è che c’è ancora molto da lavorare se si vuole rientrare nella top10. La partita è andata come sostanzialmente ci si aspettava con i servizi che hanno dominato il match anche se nessun set si è chiuso al tiebreak. Il problema è che Draper sul servizio di Berrettini almeno riusciva a rispondere, spesso con grande profondità, cosa che affaticava mortalmente l’italiano che non riusciva a impensierire l’avversario quando toccava a li rispondere. Il risultato è stato che la partita si è svolta nella sostanziale attesa che Draper smettesse di giocare male le palle break, cosa che è successa del decimo game del secondo set, non prima di un altro paio di scempi dell’inglese. Berrettini però ha corso e corso, senza mai dare l’impressione che lo sforzo potesse procurargli noie fisiche particolari, cosa che purtroppo è diventata una specie di ombra sulle partite dell’italiano. Che non potesse vincere al terzo set è stato chiaro per tutti, anche perché Draper è riuscito a fare 7 punti su 13 prime palle servite da Berrettini, cosa che non riusciva nemmeno al Djokovic dei tempi belli, se passate l’iperbole. Ad ogni modo torneo positivo per Berrettini, impreziosito dallo scalpo di Djokovic a primo turno, anche la sensazione è che quello scalpo darà di parecchia gente ormai.
Quarti di finale
J. Lehecka b. [1] C. Alcaraz 6-3 3-6 6-4
[8] J. Draper b. M. Berrettini 4-6 6-4 6-3
F. Auger-Aliassime b. [4] D. Medvedev 6-3 rit.
[5] A. Rublev b. [2] A. de Minaur 6-1 3-6 7-6(8)
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