A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
In una gara del secondo turno del tabellone maschile del torneo di Parigi 2024, sulla terra rossa del Roland Garros, Nole Djokovic ha battuto Rafa Nadal 6-1 6-4.
Si è trattato del sessantesimo scontro diretto, forse l’ultimo, di due carriere straordinarie: il serbo è ora in vantaggio 31-29.
La partita è stata quella che chi ha seguito il tennis negli ultimi tempi si aspettava: una non partita. Djokovic sta disputando la sua peggiore stagione degli ultimi 10 anni, ma Nadal non c’è più. Nole è pur sempre testa di serie n.1, Rafa è dentro per una wild card, per il campione che fu, non per quello che è.
L’ultima volta ai Giochi, o meglio l’unica volta ai Giochi, era stata nel 2008 quando Rafa a Pechino portò a casa la medaglia d’oro. Ma qui, sulla terra rossa del Roland Garros, il padrone è sempre stato lo spagnolo con i suoi 14 titoli nello Slam. In terra “straniera” Nole è stato accolto con un applauso, Rafa con l’ovazione che si deve a chi ha fatto la storia sullo Chatrier. Djokovic e la sua ginocchiera per l’operazione subita poco più di un mese fa a Parigi, Nadal con la coscia fasciata per l’ennesimo fastidio muscolare. Corpi affaticati da mille battaglie, ma quello del mancino è più delicato, stanco. E la testa non basta per compensare. Ne consegue una partita che non è una partita, non è nemmeno la più sbiadita fotocopia di quello che è stato.
Non è finita in mattanza solo perchè Djokovic si è distratto e innervosito sul 6-1 4-1 e servizio nel secondo set. Nadal ha esaltato il pubblico rimontando fino al 4-4. Rimarrà questa partita, che sarà probabilmente d’addio. I tifosi ricorderanno altro.
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