A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
E tanto tuonò che piovve….. FINALE SIA e che finale!!!!! Nole Djokovic aspetta sornione l’arrivo del nostro Sinner pronto ad azzannare la preda appena sarà possibile. Ma la preda questa volta ha le sembianze del cacciatore, si perché l’altoatesino sa come cacciare e come sfuggire agli agguati; è uno attento, giovane si ma molto attento e il campione serbo farà bene a non distrarsi. Dal punto di vista tecnico contro Nole c’è forse poco da fare perché certo bisogna giocare bene ma spesso non basta. Bisogna giocare molto sopra la parola bene, sapere fare le scelte giuste non sbagliando quasi niente, in una parola: bisogna essere perfetti. Il servizio dovrà funzionare a mille, Jannik non deve farsi dalla fretta ed allo stesso tempo dovrà essere incisivo negli scambi da fondo. Non deve dare respiro e non deve accorciare mai lo scambio, altrimenti sarà inesorabilmente schiacciato dalla furbizia e dalla grande abilità del serbo. No, non sarà facile per niente ma… ma il destino non lo scrive nessuno, nemmeno Nole Djokovic. Quindi vedremo come andrà a finire o, come dice Jannik nella sua versione filosofica, vedremo come sarà il piatto alla fine. E se nel piatto Sinner metterà tutti gli ingredienti necessari miscelati a dovere con le dosi che lui solo conosce, se saprà servire un piatto da ristorante stellato allora anche Nole dovrà arrendersi. E allora sarà l’apoteosi, sarà la storia, o forse più semplicemente sarà JANNIK SINNER.
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