Australian Open: Bencic supera Giorgi, ora il big match con Sabalenka. Vola Garcia, spunta Fruhvirtova

[12] B. Bencic b. C. Giorgi 6-2 7-5

Il record di Camila Giorgi contro top-10 in uno Slam è un problema. Tolto l’acuto contro Aryna Sabalenka dello scorso anno al Roland Garros, l’unico successo è avvenuto ormai 10 anni fa nel torneo che rivelò l’azzurra al tennis internazionale, quello US Open dove si spinse fino al quarto turno eliminando anche Caroline Wozniacki.

C’è sempre la sensazione abbia un colpo in canna. Non parliamo di imporsi in uno Slam, ma nella gara secca per quanto sia abbastanza chiaro che non parta coi favori del pronostico possa avere una possibilità di far bene, e regolarmente non succede. L’amarezza nella sconfitta contro Belinda Bencic oggi è soprattutto per brutto passaggio a vuoto a fine del secondo set, quando era riuscita a recuperare il distacco con un controbreak proprio sul 4-5 con la svizzera al servizio per il match.

Contro avversarie così, è anche banale dirlo, le finestre sono minime. Se poi si vanifica in un amen tutto quanto di buono investito con quattro brutti errori consecutivi ecco che siamo di nuovo a raccontare di un’occasione sprecata.

Il 6-2 7-5 odierno ha premiato la numero 12 del seeding, che ha retto nelle prime fasi al servizio dove la percentuale di prime palle era sotto al 50% e si esponeva alle risposte potenti di Camila sulla propria seconda palla, ma non solo finirà quel set di apertura col 75% di punti ottenuti da quel lato ma salirà anche tanto con la percentuale di prime fino a sfiorare il 70%. Giorgi invece, dopo aver fiutato e mancato un’opportunità nel primo game di risposta, si è subito incagliata in un lungo turno di battuta e, dopo quasi otto minuti, perdeva la battuta dando il 2-1 a Belinda. In quel terzo game il ritmo che imponeva Camila era molto alto: si scambiava poco, c’erano tanti errori per entrambe, pochi vincenti e una Bencic che si impegnava soprattutto a leggere i servizi dell’azzurra per entrare nel campo e imporre una risposta incisiva. Il momento chiave, alla fine, è stato una brutta voleè di rovescio di Giorgi sull’ennesima parità che ha dato la terza chance di break alla rivale, sfruttata con un dritto dell’azzurra volato via.

Il distacco è arrivato troppo presto, probabilmente. Bencic ha trovato sempre più continuità e sicurezza alla battuta, vincendo i suoi game con buona facilità e raddoppiando il vantaggio sul 3-2: un doppio fallo di Camila la spingeva sotto 15-30, poi da lì era il rovescio di Belinda a salire in cattedra e con due servizi vincenti dal 30-30 incamerava la prima frazione.

Nel secondo parziale continuavano i problemi alla battuta per l’azzurra, con i doppi falli che aumentavano nella frequenza e subiva due break nei primi due turni di servizio vanificando anche lo sforzo del controbreak per il momentaneo 1-1. Bencic, in tutto ciò navigava relativamente tranquilla, con molto più equilibrio nelle soluzioni tra il solito rovescio aggressivo che entrava in risposta e il dritto che non si faceva disdegnare. Passa però molto più all’occhio il solito atteggiamento scriteriato di una Giorgi che non ha ordine nel proprio gioco e in questi casi nemmeno incisività. Si era in attesa di una scintilla perché cominciasse a mettere insieme qualche vincente e trovasse convinzione, invece di essere sempre in apnea, e questo primo passaggio è arrivato nel recupero dal 15-40 sul 4-2 Bencic, quando tre ottimi servizi l’hanno riportata a galla. Subito dopo, guarda caso, Belinda si incagliava in un lungo e complicato game al servizio: sul 30-30 ha buttato un passante di rovescio incrociato che ha rovinato uno scambio perfetto nel passaggio da difesa ad attacco, ma la seconda di servizio successiva ha trovato gli ultimi millimetri di riga; sprecate due chance di 5-3 concedeva una seconda palla break dopo una risposta profonda dell’azzurra ma di nuovo la prima di servizio la salvava e la portava a un game dalla vittoria.

Il passaggio a vuoto più importante, però, doveva ancora arrivare. Quando Bencic ha servito per il match, sul 30-30 Giorgi è riuscita a fare un cambio in lungolinea di rovescio colpendo la palla in allungo e trovando gli ultimi centimetri di campo per poi, sempre col rovescio, attaccare fin dalla risposta mettendo la palla sulla riga, ingiocabile per l’avversaria. In quel momento Camila aveva un fondamentale turno di battuta per aumentare la pressione su una svizzera che da quel 15-40 era finita in affanno, concedendo palle break in ognuno dei successivi game al servizio. La prima palla al corpo per il 15-0 era perfetta per aprire il game, ma da lì solo disastri. Gravissimo il punto perso sul 15-15 dove sì Belinda ha trovato molta fortuna nel tenere in campo la risposta colpita non bene, ma Giorgi ha colpito a tutta una palla che doveva solo appoggiare nel campo vuoto e, sul 15-30, la svizzera l’ha spinta fuori dal campo trovando l’errore dell’azzurra col dritto. Immediatamente sotto 15-40, Giorgi ha buttato alle ortiche anche l’ultimo rovescio finendo subito sotto di un nuovo break.

Da quel 15-0 che poteva aprire un’altra storia, siamo tornati sui binari del primo parziale. Quattro punti consecutivi Bencic per il break, altri quattro in rapida successione per chiudere il match. Crollo verticale per Giorgi, che lascia il torneo uscendo di fretta dal campo.



Altri incontri

Ci sarà dunque il big match negli ottavi di finale tra Belinda Bencic e Aryna Sabalenka. Detto della vittoria della svizzera contro Camila Giorgi, la bielorussa si è imposta 6-2 6-3 contro l’ex compagna di doppio Elise Mertens.

In altri momenti questo confronto poteva dare problemi alla giocatrice di Minsk, contro un’avversaria che regge lo scambio e può allungare il numero dei colpi da effettuare fino a portarla fuori giri. Ultimamente però Elise è in calo fisico, anche per via di qualche acciacco fisico che pur non impedendole di giocare ne limita la qualità. In più, la Sabalenka di inizio 2023 ha mostrato di essere in condizioni piuttosto buone e quindi in campo la forbice tra le due è diventata molto alta fin da subito, impedendo ogni discorso su possibili momenti complicati.

L’unico passaggio a vuoto della numero 5 del seeding è stato quando sul 2-0 del secondo parziale ha perso la battuta finendo subito sotto 0-40. Calo di concentrazione comunque rimediato quando sul 2-2, dopo numerose chance di immediato controbreak non sfruttate, ha recuperato da 0-30 con quattro punti consecutivi che l’hanno tenuta avanti nel punteggio. Sul 4-3, poi, il break che ha deciso la partita.

Un altro ottavo di finale già completato vedrà di fronte Karolina Pliskova (6-4 6-2 a Varvara Gracheva) e Shuai Zhang (6-3 6-2 a Katie Volynets).

Super partita di Caroline Garcia, che cancella un disastroso primo set e si impone 1-6 6-3 6-3 contro Laura Siegemund in quella che per atmosfera, spettacolo e contorno è una delle partite più belle del tabellone femminile. Erano sulla KIA Arena, campo inaugurato un anno fa e che da quest anno ospita le sessioni serali come i campi principali, e avendo biglietti a prezzi più popolari rispetto agli altri viene preso d’assalto dai fan, soprattutto ora che il torneo sta stabilendo record di presenze giorno dopo giorno. Stavolta si è creata una chiassosa rivalità sugli spalti tra supporter francesi e tedeschi, mentre in campo Siegemund volava imperterrita in un primo set fatto di conigli estratti dal cilindro per lei e di tanti gratuiti fatti col dritto da Garcia. Dal secondo parziale, però, la francese ha saputo crescere piano piano da fondo campo e mantenersi avanti nel punteggio grazie a un servizio più sicuro finché sul 4-3 ha operato il break che ha aperto le porte al set decisivo.

Il terzo parziale è cominciato con la francese che si portava subito avanti 1-0 e servizio ma vanificava tutta l’inerzia tornando a giocare male alla battuta, commettendo due doppi falli tra cui quello sulla palla break. La tensione saliva, Caroline si lamentava con l’arbitro che Siegemund continuava a prendere tanto tempo al servizio fermandosi dopo il palleggio iniziale e rimanendo immobile “così” anche oltre lo zero dello shot clock. Sul 3-3 grazie al dritto tornava avanti di un break e sul 5-3, momento caldo, l’atmosfera è diventata incendiaria. Garcia ha mancato un primo match point, Siegemund sciupato una prima chance del 4-5 e sul punteggio di 40-40 il coach di Garcia si è sbracciato in mille modi per indicare lo zero dello shot clock mentre Siegemund non aveva ancora alzato la palla per servire. L’arbitro, alla fine, le ha dato un warning per perdita di tempo costringendola a servire la seconda e la tedesca si è infuriata urlandogli di tutto, vincendo il punto successivo ed esultando con tutta la rabbia in corpo nella direzione del giudice di sedia.

La francese, che avrebbe avuto vita abbastanza dura fosse stata a servire sul 5-4, ha fatto di tutto per rimanere viva in risposta fino a trovare un secondo match point, concretizzato pressando col rovescio sulla diagonale e trovando l’ultimo errore di Siegemund esplodendo poi di gioia per essere tornata agli ottavi a Melbourne cinque anni dopo.

Chi invece è arrivata per la prima volta in carriera in uno Slam è Linda Fruhvirtova. Classe 2005, la ceca si è imposta 7-5 1-6 6-3 nel derby contro Marketa Vondrousova grazie a un primo set, soprattutto, giocato molto all’attacco e rimontando la connazionale dal 4-5 per infilare tre game e prendersi un set fondamentale. Nel terzo, però, hanno pesato molto i problemi fisici di Vondrousova, calata alla distanza e che ha perso il break di vantaggio maturato in apertura fino al 6-3 conclusivo per la new entry in top-100 di fine 2022 e che continua la sua corsa ora tra le migliori 16 del torneo dove affronterà Donna Vekic, impostasi a inizio giornata con un netto 6-2 6-2 contro Nuria Parrizas Diaz.