ATP Roma: Sinner liquida Martinez, ora derby con Fognini. Nardi cede a Norrie

Jannik Sinner

ROMA. Dopo Fabio Fognini ieri, oggi tocca a Jannik Sinner salvare la baracca azzurra nella terza giornata di main draw ATP agli Internazionali d’Italia. L’altoatesino batte 6-4 6-3 lo spagnolo Pedro Martinez e domani se la vedrà al secondo round proprio con il ligure.

Nulla da fare, invece, per Luca Nardi, che ha ceduto con un periodico 6-4 al n. 11 del ranking Cameron Norrie. In totale, nel primo turno dei due tornei di singolare, gli italiani hanno raccolto solo due affermazioni a fronte di undici sconfitte (2-6 fra gli uomini, 0-5 fra le donne).

SINNER B. MARTINEZ 6-4 6-3

Roma ama Jannik, Jannik ama Roma. Sul centrale del Foro Italico c’è il pienone per il debutto del numero 13 ATP negli Internazionali 2022. Il talento di San Candido è attesissimo, il pubblico lo osanna fin dal palleggio di riscaldamento e lui risponde alla grande, a tratti incantando.

Il suo avversario non è dei più blasonati, ma si tratta comunque di un cliente scomodo: Pedro Martinez, n. 40 del ranking, career high stabilito proprio ieri. Venticinque anni, nato ad Alzira, nella Comunità Autonoma Valenciana, a fine febbraio ha conquistato nel “250” di Santiago il primo titolo ATP, battendo in rimonta Tabilo in semifinale e Baez nel match clou. Un tennista in crescita, ma contro il Sinner di stasera c’è ben poco da fare.

Tanto per mettere in chiaro le proprie intenzioni, l’altoatesino parte fortissimo: si aggiudica i primi sette punti, arrivando poi a undici su dodici e salendo 3-0 in un battibaleno. Qui lo spagnolo, consapevole che seguitare a scambiare da fondo non potrà che condurlo a una rapida sconfitta, prova a variare, gioca alcune efficaci smorzate, mostrando forse insospettate doti di tocco, si avventura persino a rete, non di rado con risultati positivi.

Sinner mantiene comunque il vantaggio fino al 5-2, ma nel nono game, al servizio per chiudere, subisce un break improvviso. Dagli spalti partono i cori di sostegno: lui, a ogni modo, resta tranquillo, non si scompone, e dopo il cambio di campo, come se nulla fosse, innalza di nuovo il proprio livello. Il rovescio lungolinea risolve problemi come il Mr. Wolf di tarantiniana memoria, e giunge anche qualche spettacolare dropshot: arriva così un altro break, che sigilla lo score del parziale sul 6-4.

La partenza sprint si ripete nel secondo set: immediato 3-0, stavolta con palla del controbreak annullata nel terzo game. Jannik, solido e attento, non si distrae più, concede pochissimo sui propri turni di battuta e chiude con autorità 6-4 6-3 in un’ora e ventitré minuti. Una prova convincente, che lascia ben sperare per il prosieguo del cammino sulla terra capitolina, che, come ha dichiarato nella conferenza stampa pre-torneo, l’ex n. 9 gradisce decisamente di più rispetto a quella madrilena.

Al secondo turno sarà dunque derby con l’unico altro superstite della nostra spedizione, Fabio Fognini: la vecchia generazione del tennis italico contro la nuova, l’ex numero uno nazionale di fronte a colui che si avvia a diventarne il successore, Berrettini permettendo. Si tratterà del primo confronto diretto ufficiale e andrà in scena domani, sempre sul palcoscenico più importante, in apertura di sessione serale. Da notare che, nella loro porzione di tabellone, il n. 6 del seeding Andrey Rublev è stato eliminato da Filip Krajinovic: il vincente della sfida tutta azzurra, quindi, se la vedrà poi con il serbo (che godrà peraltro di oltre ventiquattro ore di riposo in più), con in palio un posto nei quarti di finale.

In conferenza stampa, Sinner ha voluto sottolineare con riconoscenza quanto il suo prossimo avversario abbia fatto per lui lo scorso novembre, in occasione della Coppa Davis. «Fabio mi ha aiutato molto, per me era la prima esperienza di quel tipo, Berrettini non c’era, lui e Simone Bolelli mi hanno insegnato tanto. Anche grazie a loro ho fatto delle prestazioni del genere a Torino. Domani sarà molto dura, lui si muove benissimo e con Thiem ha giocato bene. Spero venga fuori un bel match».

NORRIE B. NARDI 6-4 6-4

Anche Luca Nardi saluta Roma al primo turno. Era il più giovane di una compagnia già assai verde: classe 2003, diciannove anni da compiere il prossimo 6 agosto. “Ereditata” la wild card destinata in origine a Lorenzo Musetti, il pesarese, numero 201 ATP, vincitore quest’anno di due Challenger (a Forlì e Lugano), ha provato a giocarsela contro il peggior avversario che potesse capitargli in sorte, quanto meno per classifica: Cameron Norrie, nono del seeding (i primi otto beneficiavano di un bye).

Maglia gialla fluo e pantaloncini stile “costume” blu fantasia, Luca è sceso in campo alla Grand Stand Arena con la mentalità giusta, quella inculcatagli dal coach trentaduenne Francesco Sani, che lo ha formato al CT Baratoff fin dal 2009, assieme al maestro Gabriele Costantini. È stato il teenager marchigiano a guadagnarsi le prime opportunità di prendere il largo, con due palle break consecutive già nel secondo game. Il britannico le ha annullate ed è stato lui a strappare il servizio all’avversario sul 2 pari, mantenendo il vantaggio fino al 6-4, dopo essersi salvato nuovamente da 15-40 nel decimo gioco.

Nel secondo parziale il break di Norrie è giunto in apertura, al quarto tentativo, dopo che Nardi aveva recuperato da 0-40. Concentrandosi sul tenere i propri turni di battuta, l’attuale n. 11 del ranking ha conservato lo scarto acquisito fino al termine, chiudendo così con un doppio 6-4.

A Nardi, un po’ come accaduto ieri a Cobolli e Zeppieri e ancor più domenica a Passaro e Arnaldi, ha fatto prevedibilmente difetto l’esperienza a questi livelli. Al di là delle logiche sconfitte in due set, comunque, per tutti i giovani azzurri l’avventura al Foro Italico resterà indimenticabile e potrà costituire una tappa fondamentale nel loro percorso di crescita.

Quanto a Norrie, il mancino nato a Johannesburg, dopo un inizio d’anno stentato, sta disputando una stagione all’insegna della solidità: vanta il titolo di Delray Beach, la finale ad Acapulco, i quarti a Rotterdam, Indian Wells e Barcellona, gli ottavi a Miami e Madrid. Ad aprile, per tre settimane, ha fatto breccia fra i top ten e, finché gli resteranno in carniere i mille punti del successo a Indian Wells nell’ottobre 2021, avrà senz’altro la possibilità di tornare a farvi capolino.