A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
“Close but no cigar”. Un modo americano per dire ci sei quasi, è vero, ma non ancora. Non sei ancora pronto per fumare il sigaro della vittoria. Carlitos Alcaraz ha davvero “rischiato” di infliggere a Rafa Nadal la prima sconfitta del 2022, ma niente da fare.
Si rifarà, Carlitos, probabilmente riuscirà davvero a battere quello che potrebbe essere lui tra qualche anno, il suo totem, il suo punto di riferimento, l’Everest da scalare. Ma non oggi.
Sarà intatti Rafael Nadal a sfidare l’americano Taylor Fritz (che ha battuto il russo Rublev), nella finale del “BNP Paribas Open”, primo Masters 1000 stagionale dotato di un montepremi di 8.761.725 dollari che si sta concludendo sul cemento californiano dell’Indian Wells Tennis Garden.
Nella seconda semifinale andata in scena nella notte italiana, il campione spagnolo, testa di serie numero 4, ha superato il giovane connazionale 19esima forza del seeding, con il punteggio di 6-4 4-6 6-3.
Diciannove anni contro trentasei, una carriera incredibile che ancora non vuole saperne di finire (anzi) contro una appena iniziata ma che promette di essere incredibile. E’ stata una battaglia sul campo durata 3 ore e 12 minuti. Break, controbreak, prove di forza. Un braccio di ferro, vinto da Nadal, in forma (nonostante quanto dichiarato ad inizio torneo) e troppo più esperto di Alcaraz nei momenti decisivi. Presente, passato e futuro. Che non vediamo l’ora di vedere.
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