Legali Djokovic: “Esenzione chiesta perchè ha avuto Covid il 16 dicembre”, ma c’è un giallo

Novak Djokovic ha beneficiato dell’esenzione perché aveva contratto il Covid-19 il 16 dicembre scorso. E’ quanto affermano i suoi legali in un documento depositato sabato presso la Corte federale australiana, che lunedì si pronuncerà sul ricorso del numero uno del mondo contro la cancellazione del suo visto.

Gli avvocati di Djokovic hanno anche fornito un documento del Dipartimento australiano degli Affari interni che conferma come il loro cliente avesse soddisfatto i requisiti per entrare nel Paese senza quarantena. Il numero uno del mondo, nei giorni in cui avrebbe contratto il Covid, avrebbe partecipato a degli eventi pubblici, ovviamente non consapevole di essere contagiato, se fosse confermato. Quel giorno, il 16 dicembre, per la precisione, Nole presentava i suoi francobolli celebrativi

Djokovic intanto, sempre attraverso i suoi legali, ha chiesto di poter lasciare l’hotel in cui è confinato per potersi allenare.

La tennista ceca Renata Voracova lascerà «il prima possibile» l’Australia, dove è agli arresti in un hotel di Melbourne, come il collega serbo, in seguito alla cancellazione del visto per non aver completato il ciclo vaccinale contro il Covid-19. Lo riferisce la delegazione ceca, secondo la quale la trentottenne «ha deciso di abbandonare l’Australia il prima possibile e non assistere al torneo di tennis a Melbourne».

Il patriarca ortodosso di Serbia, Porfirije, ha espresso il suo sostegno al tennista serbo Novak Djokovic tramite Instagram.

In un post, il patriarca Porfirije afferma che «delle sofferenze e delle tentazioni che si attraversano a Natale, domani rimarrà solo una pallida ombra». «Dio è grande e tu sai chi sei, grande con il suono della
campana di Nemanjic – dichiara il leader religioso -. Milioni di
serbi ortodossi pregano per te, come noi».