Solo Sinner avanti tra gli azzurri: fuori Seppi, Musetti, Travaglia e Cecchinato

Primo turno

A. Seppi vs K. Majchrzak 1-6 1-6 5-7
L. Musetti vs [32] A. de Minaur 6-3 3-6 0-6 6-3
[11] J. Sinner b. [LL] J. Sousa 6-4 7-5 6-1
[15] R. Bautista-Agut b. S. Travaglia 7-6(2) 6-4 5-7 6-1
P. Kohlschreiber b. M. Cecchinato 6-4 7-5 7-6(0)
[5] Rublev b. G. Mager 6-3 6-2 6-2

Giornata dura per i colori azzurri a Melbourne Park, del resto già in sede di sorteggio si era capito che non sarebbe stato semplice vederne tanti a secondo turno. Mager, Travaglia e Cecchinato hanno perso abbastanza nettamente i loro incontri con avversari decisamente più attrezzati e tutto sommato hanno difeso con decoro la loro partecipazione al primo slam del 2022.

Ha cominciato Stefano Travaglia, l’unico a tornare a casa con un certo rammarico, che ha impegnato a fondo Roberto Bautista Agut, cliente difficilissimo da battere a queste latitudini. Stefano deve rimpiangere molto il primo set, quando si è trovato due volte avanti di un break e la seconda ha addirittura avuto modo di servire per chiudere il set, senza successo. Arrivati al tiebreak lo spagnolo ha mostrato nervi saldi e ha chiuso senza troppe difficoltà. Travaglia ha accusato il colpo ed è andato in rottura prolungata, ma dopo aver salvato 4 palle per evitare di andare sotto 0-5 nel secondo si è rinfrancato, ha cercato una rimonta riuscita solo a metà, fallendo anche la possibilità di completarla per via di un dritto in rete sulla palla break del 5 pari. Sul 2-0 però Travaglia si è attaccato ai propri turni di battuta ed è riuscito a chiudere il set proprio un attimo prima del tiebreak. Purtroppo l’italiano ha pagato l’enorme sforzo dei primi tre set e è crollato nel quarto, quando è solo riuscito ad evitare il bagel.

Meno epica la sconfitta di Marco Cecchinato, ancora fuori al primo turno di uno slam, stavolta contro Philip Kohlschreiber. Avevamo qualche speranzella sul palermitano, più avanti in classifica rispetto al tedesco, ma El Cec ha cominciato male, subendo un break in apertura di match e soprattutto ha proseguito senza mai impensierire “Kohli” in risposta. L’unica palla break è arrivata nel decimo game del terzo set, grazie ad un lungolinea di rovescio che sembrava quello dei vecchi tempi, ed era pure set point, ma il tedesco lo ha annullato con un classico servizio-dritto. Il match si è concluso con un tiebreak disastroso perso a zero.

Ancora peggio è andata a Gianluca Mager che però aveva di fronte Andrey Rublev che quando gioca così è meglio lasciarlo perdere. La rapidità di esecuzione del russo è qualcosa di spaventoso e di poco gestibile anche per chi sta nei quartieri altissimi del ranking, se mai riuscisse a conservare questa serenità sarebbe persino un serio pretendente per il titolo. Mager ha lottato tignosamente ma ha portato a casa la miseria di sette game.

Qualche problemino in più del previsto per Jannik Sinner, che non ha corso rischi ma ha faticato per due set per superare il lucky loser Joao Sousa. Il portoghese ha fatto il suo match allungando il match per quanto ha potuto, addirittura brekkando Sinner quando ha servito per il primo set e portandosi pure avanti lui di un break nel secondo, ma il divario è sempre stato rassicurante per il ragazzo italiano, che per fortuna avrà dei turni abbastanza agevoli, considerato anche il ritiro di Ruud, almeno fino ai quarti di finale.

Ha perso maluccio Andreas Seppi, prossimo alle 38 primavere, contro il polacco Majchrzak. Forse ci si poteva aspettare qualcosina in più, ma nemmeno troppo, e comunque ormai il bolzanino quello che doveva fare, l’ha fatto. Da anni, ormai, pensa che quello appena giocato sarà il suo ultimo Australian Open, e poi torna immancabilmente l’anno successivo perchè ama il caldo, ama Melbourne, ama il torneo. Lo vorremmo vedere ancora per molti molti anni, ma forse siamo al traguardo. Speriamo di no.

Chi non è sicuramente al traguardo è Lorenzo Musetti, che però si deve dare un pò una svegliata. Non tanto perchè ha perso contro uno che al momento è più forte di lui, l’australiano e talentino de Minaur, ma è il come. Sta succedendo un pò troppo spesso che il 19enne azzurro vinca il primo set per poi perdersi un pò, anche forse per una tenuta fisica non all’altezza. Dipende forse dalla maturazione del corpo, magari non ancora completa, ma questo punto di vista è da migliorare, perchè i colpi ci sono e sono splendidi. Sarebbe un peccato, ma a differenza di Seppi, qui siamo davvero quasi all’inizio di una corsa che potrebbe essere straordinaria.