A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
Jannik Sinner ha pagato caro lo sforzo di ieri, quando giocando una partita splendida per intensità e carattere, ha superato Roberto Bautista Agut sul filo di lana.
Purtroppo il giovane italiano ha incontrato oggi un Karatsev formato Australian Open, ed è da considerare quindi un buon risultato aver resistito per un intero set, addirittura vincendolo grazie al suo istinto da killer. Solo che Karatsev, pure lui reduce da una vittoria in tre set ma meno stancante, diciamo così, ha trovato un break nel game di apertura del secondo set, colpendo sostanzialmente solo le righe e indispettendo oltre misura Sinner, forse colpevole di essere sorpreso da un giocatore che già aveva mostrato di poter reggere a lungo su questi ritmi.
Karatsev ha giocato un secondo set di grande attenzione sul proprio servizio e nel terzo ha raccolto i cocci di un Sinner che ha speso le ultime energie nel quarto game, quando è riusito ad arrivare addirittura a 2-1 e palla break. Persa male quell’occasione il ragazzone italiano si è come afflosciato subendo un parziale di 12-2 e di cinque game di fila, forse troppo severo.
Poco male tutto sommato, prò così come non è il caso di disperarsi per una sconfitta che ci può stare allo stesso modo sarebbe meglio evitare di far partire il circo ogni volta che Sinner vince un match. Il ragazzo è forte, potrà darci tante soddisfazioni ma ci vorrà tempo, e neanche poco. Un po’ di equilibrio non guasterebbe, considerato che in Italia si critica gente come Zverev e si è criticato Berdych. Se Sinner si avvicinasse ai risultati di questi due avrebbe già fatto un miracolo, meglio non dimenticarlo.
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