Australian Open: Barty nervosa (e dolorante?), ma si salva. Kenin abdica contro Kanepi

[1] A. Barty b. [WC] D. Gavrilova 6-1 7-6(7)

In una partita davvero strana e traballante fin dai primi punti, Ashleigh Barty si è presa il passaggio al terzo turno dell’Australian Open pur giocando a tratti compassati, a tratti veramente male. Pur trovandosi a un certo punto avanti anche 6-1 5-2 e servizio nel secondo set non aveva alcun controllo del campo e del gioco e con un po’ di tensione dovuta anche alle diverse sensazioni negative che si avvertivano ha cominciato a irrigidirsi, perdere timing e sentire la vistosa fasciatura alla coscia sinistra sempre più fastidiosa, tanto da tirarsi a un certo punto forti racchettate di fastidio e disgusto.

Difficile raccontare bene cosa sia stato il 6-1 7-6(7) contro Daria Gavrilova, in quello che doveva essere un match di grande entusiasmo tutt’attorno invece dopo pochi minuti è stato subito netto il contrasto tra la Barty dominante del primo turno (e della scorsa settimana) e la versione odierna. C’erano indicatori chiari: un break subito in apertura, movimenti un po’ accorti e un lato sinistro normalmente meno solido ma da cui oggi provenivano errori non forzati evidenti. Ha vinto sei game di fila da quello 0-1, ma Gavrilova purtroppo ha enormi responsabilità per i tanti gratuiti che a sua volta commetteva di dritto, apparsa molto confusionaria nelle scelte non riuscendo a seguire sempre la tattica di tenere bloccata Barty sul lato sinistro del campo.

Nel secondo set il copione si è ripetuto uguale. Barty al piccolo trotto, con errori sempre più frequenti e tanti doppi falli rispetto alle sue abitudini, eppure da 0-2 infilava cinque game consecutivi. Di nuovo, Gavrilova non riusciva a proporre quel po’ di competitività che probabilmente avrebbe accentuato quanto si è visto dall’ottavo game in poi. Il punteggio vedeva Ashleigh nettamente avanti, ma quello che mostrava la numero 1 del mondo era il bisogno assoluto di non rimanere in campo più del dovuto. Eravamo vicini all’ora di gioco quando lei è andata a servire la prima volta per il match, e se l’è giocata malissimo, poco meglio sul 5-4 quando ha subito aperto con un doppio fallo, poi un rovescio in slice diagonale fuori dal corridoio e un altro errore di dritto di un metro, più l’ennesimo gratuito per il 5-5. Coach Craig Tyzzer, in panchina, era sempre più preoccupato. Barty prima del secondo punto nell’undicesimo game ha ceduto al nervoso e il suo volto normalmente imperscrutabile ha cominciato a parlare, e parlare, e parlare sbattendosi violentemente la racchetta sulla fasciatura.

Andava sotto 5-6 e riusciva, in qualche modo, a fermare la serie negativa arrivando al tie-break. Gavrilova continuava a pasticciare, lei non aveva più vere soluzioni per ottenere punti comodi e il nervoso aumentava, la testa si scuoteva e le mani facevano gesti come di fastidio per l’intero scenario. Mezz’ora dopo il 5-2 e servizio era avanti 4-3 nel tie-break ma sbagliava direzione dello schiaffo al volo e non arrivava bene sulla voleè dopo. Erano in lotta punto a punto e sul 5-5 ha ceduto un minibreak dopo un buon attacco di dritto di Gavrilova, che però non ha reagito bene alla risposta bloccata di Barty sul primo dei due set point avuti, quello col servizio a disposizione. Sul secondo Gavrilova stava mandando Barty sempre più fuori dal campo sul rovescio ma Ashleigh ha rigiocato un ultimo slice molto stretto, con Daria che a quel punto non aveva angolo per colpire e ha messo la palla sotto al nastro. La numero 1 del mondo è riuscita ad arrivare a match point, provocando poi l’ultimo gratuito di dritto della connazionale e salvandosi da un terzo set che sarebbe stato terribile.

Prima di cominciare l’intervista a bordo campo Casey Dellacqua ha chiesto a Barty come andasse, si è visto un cenno con la mano seguito da un mormorio. La ex compagna di doppio ha evitato di cominciare chiedendole delle condizioni fisiche per farla ambientare in un’intervista che, tra due ragazze che si conoscono come sorelle, ha preso il via parlando di Gavrilova e di quanto sia positivo il suo rientro in campo, passando poi alla preparazione. Infine, pur non toccando i momenti di nervosismo mostrati, ha chiesto qualcosa sulla fasciatura alla coscia, oggi presente per la prima volta. Barty ha minimizzato, sorridente, tutto nel suo stile, dicendo che la fasciatura così grossa in realtà servisse a tenere bloccata una fasciatura interna più piccola e che si sentisse comunque bene da scendere in campo. Questo pur mostrando tutt’altro, con la speranza che l’ora e mezza odierna e tutto il lavoro di riabilitazione che ci sarà in questi due giorni le diano modo di presentarsi in condizioni migliori contro Ekaterina Alexandrova, avversaria tutt’altro che banale su campi molto veloci, già in luce la scorsa settimana quando ha travolto Simona Halep (anche lì, noie fisiche in ballo) e conferma un buon livello che la tiene da tempo nei pressi della top-30. La russa, numero 29 del seeding, ha superato 6-3 7-6(4) Barbora Krejcikova.

K. Kanepi b. [4] S. Kenin 6-3 6-2

Kaia Kanepi l’ha fatto di nuovo. In una delle sorprese più prevedibili di questi tempi, l’estone si è rivelata mina vagante del tabellone dell’Australian Open demolendo al secondo turno la campionessa dell’edizione 2020 Sofia Kenin in un exploit che era parso quantomai probabile dalle ultime prestazioni rilevanti dell’estone al contrario invece di una statunitense non solo in difficoltà ad alzare il proprio livello fin da inizio stagione ma che nella conferenza stampa dopo il primo turno rivelò che sì, l’aver saputo che Kanepi avesse vinto l’esordio e dunque avrebbe dovuto affrontarla le dava già diverse preoccupazioni.

Un atteggiamento, quello di Kenin, che oggi si è manifestato in una giornata pessima, dove ha raccolto appena cinque game ed è stata spazzata via in un’ora di gioco dalla Margaret Court Arena, colpita in ogni aspetto del proprio carattere che già due giorni fa si mostrava ben lontano da quello combattivo e tenace che le abbiamo sempre visto avere. Sentiva anche lei che oggi era una chiamata molto complicata per quello che stava mostrando e avvertendo, unito a un mix di malumore per una difesa del titolo che nemmeno può dirsi cominciata talmente la stava vivendo male.

Kenin ha provato a sfruttare i momenti di una Kanepi non ben centrata: il primissimo game della partita, a freddo, ha mancato tre palle break e l’estone è stata avanti nel punteggio, probabilmente creando ancor più pressione alla statunitense; sul 3-1 Kanepi, col break appena effettuato, Sofia ha mancato uno 0-40 sprecando in tutto quattro palle break e vedendo l’avversaria allungare. Il leit motiv della partita era semplice: gran pallate da una parte, tentativo di contenimento dall’altra spesso però persosi in favore di altrettanti colpi a chiudere con tanto rischio e poca resa. Al servizio per il set Kanepi non ha tremato, chiudendo a zero, e nel secondo ha preso vantaggio già nel terzo game, con Kenin che scagliava la racchetta. a terra. Sul 2-4 l’ennesimo rovescio in corridoio dava addirittura il doppio break di vantaggio alla numero 65 del mondo, che pochi istanti più tardi chiudeva la partita e con molta tranquillità si dirigeva a rete. Zero cenni di gioia, più una sensazione come a dirsi: “bene, andiamo avanti”.

Al prossimo turno Kaia avrà Donna Vekic, che riesce ad avere una giornata sorprendentemente tranquilla contro Nadia Podoroska, travolta 6-2 6-2 pur con tutto il bene che l’argentina stava mostrando in questo periodo e le difficoltà invece della croata.

Altri risultati

Karolina Pliskova si regala la prima vittoria significativa del suo 2021 nell’importante 7-5 6-2 contro Danielle Collins. La ceca era un’altra testa di serie a forte rischio eliminazione in questo turno, perché proprio Collins l’ha battuta la scorsa settimana e più in generale dalla ripresa del circuito non aveva ancora dato segnali di buona condizione generale. Oggi invece, malgrado qualche pasticcio di troppo nel primo set, ha trovato la via di un nuovo break sul 5-5 e ha chiuso nel game successivo, prendendo poi il largo nel secondo malgrado il rumoroso supporto del coach e fidanzato di Collins che dal suo angolo sistematicamente si faceva sentire con urla importanti e che alla lunga potevano mandare in tilt una numero 6 del seeding ancora sulla via della ripresa.