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22 Gen 2015 04:20 - Australian Open
Australian Open: Camila Giorgi non si ferma più, al terzo turno la supersfida con Venus Williams
di Luigi Ansaloni
TENNIS-MELBOURNE. Dal nostro inviato Luigi Ansaloni
L’ha dominata, Camila Giorgi, la partita contro la ceca Smitkova. L’avversaria presa letteralmente a pallate, una dimostrazione di forza pressochè totale. Un incontro vinto 6-1 6-4 in un’ora e cinque di gioco, un risultato mai in dubbio.
A 23 anni Camila è forse pronta a diventare quello che da qualche tempo tutti le predicono, ovvero la numero uno italiana. Quella attuale, la Pennetta, l’ha battuta al turno precedente. Flavia è una ragazza, una donna estremamente intelligente, e sa benissimo che la strada ormai è segnata ed è quella. Alla Pennetta ha dato fastidio quasi fisico, quella potenza data dalla giovinezza (dice la Penna) e dalla spregiudicatezza. Camila non è solo l’azzurra più futuribile, ma è appunto quella anche più “folle” in campo. In lei, e lo si capisce ad ogni incontro, ad ogni intervista, c’è una sorta di conflitto interiore che secondo di chi scrive nemmeno lei riesce a capire bene. Davanti ai microfoni è l’esatto contrario di come è in campo: timida, risposte massimo di 4-5 parole, voce bassa. Non si capisce se è un qualcosa di controllato o di studiato, ma se anche fosse così, sarebbe quasi un ossimoro rispetto alla “scelleratezza” mostrato in campo, tra croce e delizia. Ogni palla per lei è un “prendi il mondo e vai”, spara senza pensarci. Non importa se ha davanti la Sharapova o la numero 200 del mondo, gioca esattamente allo stesso modo. Sfrontata, quasi spudorata, come quando si mette in mostra davanti ai fotografi in maniera sottilmente osè, e qualche servizio sta lì a dimostrarlo. Ora al terzo turno dell’AO (risultato mai raggiunto in carriera, anche se il miglior risultato negli slam è un quarto turno a Ny e a Wimbledon) avrà Venus Williams, un’altra che si sfrontatezze se ne intende, eccome. Sarà un incontro potenzialmente da leccarsi i baffi, da sportallate violente e dolenti. Vedremo, vedremo…
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