Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
TENNIS – La scomparsa di Karl Meiler, protagonista del tennis tedesco per lungo tempo: da giocatore fu numero 20 del mondo e semifinalista agli Australian Open, nelle vesti di coach guidò, tra gli altri, il campione di Wimbledon 1991 Michael Stich, Carl-Uwe Steeb e Bernd Karbacher.
È morto Karl Meiler, giocatore tedesco che fu numero 20 del mondo nell’agosto 1973. La notizia è giunta solamente in queste ore, ma la scomparsa risale al 17 aprile. Meiler aveva sessantaquattro anni (ne avrebbe compiuti sessantacinque domani) ed era in coma dal novembre scorso, dopo essere rimasto vittima di una caduta dalle scale in casa. Nato a Erlangen, fu semifinalista agli Australian Open nel 1973 e vinse quattro titoli Atp in singolare. Brillante il suo cammino in doppio: diciassette centri, fra cui i WCT World Doubles Championships del 1976, assieme al polacco Wojtek Fibak. Rappresentò la sua nazione in Coppa Davis tra il 1968 e il 1980.
Conclusa la carriera da tennista professionista, Meiler si dedicò all’allenamento: fu coach di parecchi suoi connazionali, tra cui Michael Stich, Carl-Uwe Steeb e Bernd Karbacher. Proprio Stich lo ha voluto ricordare così sul sito Atp: «Per me è stato uno shock sentire che Karl Meiler è morto. Ha avuto una parte importante nella mia carriera professionale. Mi ha dato tanta della sua energia, dedicandomi molto tempo, non solo nel tennis, ma anche nella vita. Ci mancherà tantissimo, sia come persona sia come coach».
Hanno voluto rivolgere un ultimo pensiero a Meiler anche gli stessi Steeb e Karbacher, oltre a vecchi amici-rivali come Fibak, Kodes, Taroczy, Chris Lewis, Kriek, Dowdeswell e Claudio Panatta: tutti ne hanno riconosciuto, oltre all’indiscutibile valore professionale, soprattutto le qualità umane.
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