Australian Open: la corsa sotto traccia di Andy Murray

Dall’inviata a Melbourne ROSSANA CAPOBIANCO – Australian Open- Andy Murray raggiunge i quarti di finale a Melbourne battendo Robert, che per la prima volta avanza così tanto in un torneo dello Slam. Affronterà Federer o Tsonga, ma è pronto per le partite più importanti dopo l’infortunio alla schiena?

E’ il top player ignorato per eccellenza. Eppure molti occhi dovrebbero essere puntati su di lui: dopo il trionfo a Wimbledon lo scorso anno e la successiva operazione alla schiena, la curiosità sulle condizioni dello scozzese dovrebbe essere se non spasmodica, quantomeno presente.

Invece questa sua corsa sotto traccia continua, anche per colpa di questo tabellone quasi da challenger, che lo porta ai quarti di finale contro Federer o Tsonga senza alcun match difficile affrontato; aggiungerei senza alcun momento difficile nel match affrontato fin qui e senza essere mai sostanzialmente testato a dovere. 

Forse la via migliore per il recupero da un infortunio importante, meno per gli avversari che poi si appresterà ad affrontare. 

L’ottavo di finale non ha avuto nulla da dire, Robert arrivava a questo punto di un torneo dello Slam per la prima volta e non ha nessun’arma per reggere i ritmi di un giocatore del livello di Murray. Lo scozzese si è giusto distratto nel terzo set, sciupando quattro matchpoint e cedendo il tie-break, ma per il resto non ha incontrato alcun problema, dominando i primi due parziali e il quarto.

Nemmeno Feliciano Lopez il turno scorso è riuscito a  trovare una costanza tale da mettere davvero in difficoltà Andy, apparso comunque in buona forma tennistica, con un ampio margine di miglioramento invece sulla condizione atletica. Il tentennamento a fine match, la fatica che sente man mano che passano i minuti sul campo la dicono lunga.

Che Murray sarà dunque quello che si appresta a giocare contro i suoi veri avversari?

Rimane un’incognita, ma la solidità dello scozzese non pare essere in dubbio. La fiducia e l’abitudine a momenti critici e importanti invece restano argomenti di discussione che non trovano una reale risposta. Lo scozzese qui difende la finale dell’anno scorso e dovesse riuscire a raggiungerla sarebbe un grandissimo risultato. Ammesso che qualcuno se ne accorga.