United Cup, Italia: un solo scenario per passare da seconda

La vittoria prevedibile, ma comunque rocambolesca, degli Stati Uniti contro la Spagna e la successiva affermazione della Grecia sulla Gran Bretagna hanno dichiarato conclusi i gironi A ed E della United Cup 2026 con la nazionale a stelle e strisce e quella ellenica che si sono qualificate da prime del girone ai quarti di finale.

I campioni in carica hanno visto la propria numero 1 Coco Gauff subire una sconfitta inattesa quanto pesante: 6-1 6-7 6-0 in favore di Jessica Bouzas Maneiro. Per loro fortuna, Taylor Fritz già non brillantissimo nella prima gara contro Sebastian Baez ha faticato parecchio anche oggi ma è riuscito a prevalere contro Jaume Munar al tie-break decisivo. Il doppio misto, poi, ha colto il 2-1 in meno di un’ora. I greci invece hanno staccato il pass per il turno successivo già dopo i due singolari: 4-6 6-1 7-6 per Stefanos Tsitsipas contro Bill Harris mentre Maria Sakkari si è imposta 6-3 3-6 6-1 contro Emma Raducanu. Inutile il doppio misto: la Grecia è già ai quarti, mentre la Gran Bretagna non ha più modo di rientrare nel lotto delle migliori seconde classificate a Perth.

L’Italia, invece, spera ancora. In questo momento l’Argentina, nel Gruppo A, ha un buon cuscinetto avendo ottenuto quattro successi e appena due sconfitte nelle sfide disputate, con otto set vinti su 14 disputati (e una percentuale set vinti pari al 57,14%. L’Italia è l’unica nazionale che può toglierle il pass per i quarti, ma ha assolutamente bisogno di vincere tutte le partite contro la Francia (serie al via nella notte italiana tra lunedì e martedì, non prima delle 3) e perdendo al massimo un set.

Vediamo nel dettaglio:

Gruppo A: Argentina, 1W/1L, 4W/2L (incontri), 8W/6L (set)

Gruppo C: Italia 0W/1L, 1W/2L (incontri), 3W/5L (set) — una partita da disputare

la situazione è dunque matematica: con tre vittorie (non di meno) l’Italia aggiunge 3W alla sezione “incontri” e 6W alla sezione “set”. Pareggia il computo dell’Argentina nei risultati e negli incontri, ma come detto deve per forza limitare a uno i set persi o la percentuale di set vinti (discriminante in causa) sarà inferiore a quella dei sudamericani.

Dalla stessa categoria