Top 5, ma niente tornei vinti: Musetti perde un’altra finale a Hong Kong

[2] A. Bublik b. [1] L. Musetti 7-6 (2) 6-3
L’ingresso tra i primi cinque giocatori del mondo (best ranking) Lorenzo Musetti se l’era già conquistato grazie alla rimonta in semifinale su Andrey Rublev, peccato non sia arrivata anche la cosiddetta ciliegina sulla torta. Nella migliore finale possibile (ovvero quella tra le prime due teste di serie del tabellone), Alexander Bublik ha superato in due set il numero uno del seeding conquistando l’ATP 250 di Hong Kong. Un trionfo che per il classe 1997 nato a pochi chilometri da San Pietroburgo (e naturalizzato kazako nel 2016) ha il sapore della consacrazione: il nono titolo messo in bacheca vale infatti anche l’ingresso in top ten. Segno evidente che la seconda metà della passata stagione (quella seguita alle lacrime dopo il successo su Draper al Roland Garros – quando dichiarò che stava vivendo il più bel momento della sua vita) non era stata un miraggio e che i quattro tornei conquistati tra giugno e settembre, oltre all’undecima posizione nella classifica mondiale agguantata a novembre, non erano un momento irripetibile, ma il preludio alla stabilizzazione ad alti livelli di un talento fino a quel momento espresso in fin troppo rari, seppur scintillanti, acuti.
Imparare a gestire la pressione restando con la testa nella partita. E’ quello che questa settimana è stato in grado di fare Alexander Bublik, concedendo un solo set (l’unico perso nel torneo, il primo della semifinale vinta con Marcos Giron) alla sua “vecchia” versione, con tanto di racchetta spaccata. Pochi minuti, un lampo di follia, che non è diventato tempesta all’interno del Victoria Park Tennis Stadium Tennis di Hong Kong. Un capolavoro culminato nel successo in finale su Lorenzo Musetti, in un match gestito perfettamente, al di là delle difficoltà fisiche di Lorenzo (che lo hanno pesantemente condizionato a partire dalla fine del primo set), reduce da una battaglia di quasi tre ore disputata nella semifinale con il numero tre del torneo (Andrey Rublev) oltreché dai match di doppio giocati con Lorenzo Sonego,
Dopo otto game di dominio assoluto dei turni di battuta senza l’ombra di una chance in risposta (4 a 4), uno smash poco convinto del kazako dopo una gran difesa di Lorenzo ed il successivo passante del carrarino sono valsi la prima palla break del match (30-40), ben annullata da Bublik con una solida prima di servizio. Le certezze del numero due del seeding hanno cominciato a vacillare: nell’undicesimo game chiuso ai vantaggi Sasha ha concesso un’altra occasione all’azzurro con un doppio fallo (40-A), salvo poi rimediare con un ace al centro e tenere la testa avanti (6-5). Al cambio di campo Musetti (leggermente dolorante al braccio destro) ha richiesto l’intervento medico, prima di rientrare ed agguantare il tie-break dove è arrivato con due punti in più (35 a 33). Sul 2 a 3 Musetti ha cercato senza successo un serve and volley (2-4), prima di affossare in rete il dritto inside out che ha spedito il kazako a servire per il parziale (2 a 5). Sasha ha conquistato il set point con un passante di dritto al termine di un punto spettacolare (6-2), salvo poi mettere a segno con il servizio il sesto punto consecutivo: 7-6 (2) in 50 minuti.
Il match è cambiato. Musetti ha perso qualche chilometro al servizio e Bublik ne ha subito approfittato raggiungendo (anche con l’aiuto del nastro) per la prima volta i vantaggi in risposta. Un doppio fallo di Lorenzo è valso palla break (40-A), annullata senza la prima grazie ad un errore di dritto del kazako che ha permesso al toscano classe 2002 di tenere il turno inaugurale della seconda partita. Sasha ha però capito il momento, approfittando con lucidità delle difficoltà fisiche dell’azzurro. A rete si è venuto a prendere tre chance consecutive nel terzo gioco (0-40), strappando poi a zero il servizio a Musetti con una accelerazione di dritto dal centro del campo (2 a 1). A Sasha è mancato però il “killer instinct”, perché con due errori consecutivi (un dritto che non ha trovato il campo, un doppio fallo) ha regalato a Lorenzo l’immediato contro break (2 a 2). Un vantaggio che il kazako si è ripreso prima grazie ad una palla corta ben eseguita (40-A) poi affondando con il dritto (3 a 2). Al cambio di campo Musetti ha si è fatto trattare dal fisioterapista il braccio destro, ma non è più stato in grado di reagire. Al rientro Sasha ha confermato il break (4 a 2). Con uno spettacolare vincente di rovescio scagliato in lungolinea Bublik si è poi andato a prendere dalla risposta tre match point consecutivi (0-40), andando a segno al terzo tentativo quando il dritto di Lorenzo non ha superato il nastro: 7-6 (2) 6-3 in 1 ora e 37 minuti.
“Non ho parole, è la prima settimana dell’anno, vinco un titolo ed entro in top ten. Ad aprile dello scorso anno non ci avrei mai creduto”, le parole di un commosso kazako al termine dell’incontro. Settimana comunque importante anche per Lorenzo che, al di là della settima sconfitta consecutiva in una finale, conferma i progressi di un 2025 svoltato grazie ad una stagione su terra rossa giocata a ridosso dei primi della classe (finale a Montecarlo, semifinali a Roma e Parigi) e chiuso, dopo l’approdo alle Finals di Torino, con la nascita del secondogenito e l’ingresso nel team di José Perlas (ex, tra gli altri, di Moya, Abert Costa, Coria e Fognini nonché capitano di Davis della Spagna con due insalatiere in bacheca) nelle vesti di super coach ad affiancare lo storico allenatore Simone Tartarini. Domani, anche grazie a lui, il tennis italiano avrà due atleti tra i primi cinque del mondo. Non era mai successo prima.

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