Martic: “Il mio compleanno? Mi aveva sempre portato sfortuna”

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Petra Martic è ancora una volta agli ottavi di finale di un torneo Slam. Dopo averne raggiunto uno solo tra l’inizio della sua carriera (2010) e il momento del grave infortunio alla schiena (metà 2016) eccone tre in nove mesi, l’ultimo dei quali raggiunto facendosi un gran bel regalo nel giorno del suo compleanno grazie alla vittoria sulla Rod Laver Arena contro Luksika Kumkhum.

6-3 3-6 7-5 il punteggio finale, maturato dopo tanta lotta e un terzo set reso ancor più difficile dai 40 gradi presenti in campo. “Ho cercato di fare del mio meglio per sopravvivere” diceva a centrocampo, nell’intervista subito dopo il match. Pochi secondi più tardi, il coro di “tanti auguri” cantato dal suo team, a cui ha fatto seguito l’applauso di tutto il pubblico.

Le abbiamo chiesto, in conferenza stampa, se ci fossero state altre vittorie nel giorno del compleanno. Lei, un po’ tra le risate: “No, penso di aver perso ogni volta. Ho giocato almeno tre o quattro volte, e non ce l’ho mai fatta. Tutti quanti mi dicevano: “Dai, è il tuo compleanno, vedrai che ti porta fortuna. Mai. Zero”.

Riguardo alle condizioni di oggi, la croata ha detto: “È stato terribile, siamo state fortunate a giocare sulla Rod Laver perché c’erano zone d’ombra dove prendere un po’ d’aria. Per il resto dovevi prepararti mentalmente a soffrire e cercare di portarla a casa”.

Con uno sguardo al tabellone: “In ogni Slam c’è una sezione del tabellone che prima o poi si apre. La competizione è molto elevata e chiunque può battere chiunque e questo lo possiamo vedere a ogni torneo”.

Martic rientrava alle competizioni a inizio aprile, quando era 662 del mondo. Dopo questo torneo sarà dentro le prime 60 del mondo, le abbiamo dunque chiesto se in tutta sincerità si aspettava qualcosa di simile: “No, ancora adesso mi capita a volte di guardarmi indietro e vedere cosa ho fatto negli ultimi 9 mesi. Sto vivendo un sogno. Quando ho ricominciato a giocare non avevo davvero idea di che cosa attendermi. Non sapevo neppure come il mio corpo avrebbe reagito o se potesse sopportare i vari carichi di lavoro che mi attendevano. Finora sta andando tutto alla grande, è un momento stupendo”.