Wimbledon: per Nadal l'erba è kryptonite, Dustin Brown firma il suo capolavoro

TENNIS – WIMBLEDON – E’ una vittoria incredibile e bellissima quella di Dustin Brown contro Nadal che, come nel 2012, dopo aver battuto Bellucci, perde al turno successivo, stavolta in quattro set: 75 36 64 64. Ancora male Rafa a Wimbledon, messo in crisi da un gioco troppo imprevedibile del suo avversario. E’ il quarto giocatore fuori dai 100 che batte Nadal a Wimbledon per la quarta volta di fila. All’interno le parole amare di Nadal in conferenza stampa.

 

 

 

La sensazione che si è avuta ad un certo punto del match è quella della volontà di Nadal di andare dall’altra parte del campo a spaccare la racchetta tra i capelli rasta di Dustin Brown, dopo l’ennesima palla corta-pallonetto.

 

Uno schema e un’immagine che raccontano bene una partita che si aspettava difficile, ma che non prevedeva esattamente queste connotazioni tecniche e di punteggio.

Dustin Brown che alza le braccia al cielo quando arriva a match point sembra però quel tifoso che esulta per la sua squadra in vantaggio 1-0 a due minuti dalla fine: troppo presto, il più delle volte ti porti sfiga da solo. E così sembra, dopo quella palla lasciata che termina in campo dopo un passante di Nadal: Brown era sulla palla ma la lascia andare. Spera, più di agire.

Il game dopo però chiude la pratica e l’avventura di Nadal a Wimbledon: una prestazione, quella di Brown, fatta di variazioni a non finire, di stazionamenti dentro il campo, di palle corte, serve and volley, risposte fulminanti. Rafa non è riuscito mai a sentire la palla, mai a capire cosa davvero avrebbe fatto l’avversario e di conseguenza i suoi errori sono stati tanti, messo fuori palla a più non posso. Nei momenti decisivi, poi, si è visto il Nadal 2015, quello che realizza due doppi falli di fila, che manca dritti facili che un tempo erano dentro senza pietà e senza dubbio alcuno.

Ed è scuro Rafa in conferenza stampa, più triste di quello degli ultimi due anni qui a Wimbledon dopo la sconfitta: “Gli ultimi due anni sono stato bene, a differenza del 2012 e del 2013, mi sono preparato al meglio, non è bastato. Sento che l’erba non è più mia amica come prima, devo accettare queste sconfitte e andare avanti: non so se tornerò ad essere al livello del 2008, 2010 o i miei anni migliori”.

Mentre Dustin Brown espone il grosso tatuaggio di Bob Marley al pubblico e al mondo, nel giorno della sua vittoria più importante e prestigiosa, Rafa pensa già a come svuotare casa in prossimità di Maiorca; finalmente si torna a casa, che l’erba non è più casa, che Wimbledon non lo sento più tanto vicino e quest’anno deve cambiare.

 

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