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03 Gen 2026 17:53 - Senza categoria
Sabalenka vuole il rematch con Kyrgios, Swiatek critica
di Diego Barbiani
La ‘Battaglia dei sessi’ o almeno presentata come tale tra Aryna Sabalenka e Nick Kyrgios, con tanto di annunci e visibilità data anche in studi extra tennis e addirittura frasi da titolo pronunciate dall’attuale numero 1 del mondo WTA su quanto quel match avrebbe portato beneficio al tour femminile, si è disputata in un ambiente riconosciuto da tanti come triste, quasi degradante.
Media e fan, almeno quelli non occasionali e quelli che non vedevano coinvolti i protagonisti in campo, hanno espresso parere molto pesante e critico su una partita terminata 6-3 6-3 per l’australiano dove il punto centrale di tutto ciò non era il punteggio conclusivo, forse mai in discussione, ma quanto si sia cercato di far passare la leader attuale del tennis femminile si prestasse a una scena così. Non solo non ha accettato le critiche iniziali, ribattendo che non capisce come mai ci sia qualcuno che possa trovare questioni su un evento così bello, ma nel media day del WTA 500 di Brisbane ha ricalcato la mano parlando addirittura di pensare a una nuova esibizione con l’australiano mettendo da parte però la terribile scelta del campo ridotto per lei e un solo servizio.
Quanto Sabalenka sembra non capire da tutto il polverone sollevatosi, è che l’essersi prestata da leader WTA tra interviste a sfondo politico in un momento di enorme spaccatura sociale, l’aver provato a paragonare questo incontro a quello disputato da Billie Jean King nel 1973 contro Bobby Riggs (pur, anche lì, con tutti i condizionali del caso) e aver ricevuto un netto distacco dalla stessa fondatrice della WTA, abbia esposto non solo lei ma tutte le altre colleghe a una figura pesante quando per alcuni media come il The Guardian il tutto sembra riconducibile a una spasmodica voglia di attenzione (e soldi) da parte della stessa Aryna.
La prima tra le altre big del ranking WTA a parlare è stata la grande rivale della bielorussa: Iga Swiatek. Sempre molto composta e moderata nelle proprie dichiarazioni, la polacca questa volta non si è trattenuta facendo trasparire quanto per lei sia ingiusto che un’esibizione così prenda valori e accezioni ben oltre la sua portata, spingendo invece per valorizzare di più quanto il tennis femminile oggi può proporre:
“No, non l’ho guardata, perché non guardo certe cose. Penso che sì, abbia raccolto grande interesse, è stato intrattenimento, niente che avesse a che fare con alcuna dinamica di cambiamento sociale o alcun altro argomento di rilievo. Credo che il nome sia l’unica cosa che rievocasse la sfida di Billie Jean King nel 1973, e basta. Non c’era nulla di altro che fosse paragonabile, perché il tennis femminile ora ha una sua identità. Abbiamo così tante ottime giocatrici e belle storie da presentare che non abbiamo davvero bisogno di paragonarci col tennis maschile. È una storia completamente diversa. Credo onestamente non ci sia bisogno di alcuna competizione tra noi. Tra l’altro siamo qui durante la United Cup, che è quel torneo che mette insieme appassionati di ATP e di WTA, che possono guardare una particolarità come questa con grande emozione. Come anche avere singolaristi che in questa competizione si ritrovano magari a giocare il doppio misto… Son cose che rendono il nostro sport migliore e più interessante. Per cui sì, non ho guardato il match. Ho solo saputo come più o meno sia andata. Però sì, penso sia stato un bell’intrattenimento, una esibizione tra i due”.