Sabalenka: quarta finale di fila all’Australian Open

Mettiamola così: non fosse per gli inevitabili risvolti extra campo, incapaci comunque di aggiungere vere variabili, questa prima semifinale dell’Australian Open si sarebbe risolta con ancor meno senso di interesse.

Lo Slam australiano sta scivolando via in maniera quasi apatica, e nel femminile non c’è nulla fin qui che sia davvero degno di nota se non il dato statistico della quarta finale consecutiva a Melbourne Park di Aryna Sabalenka, che ha confermato come se c’è una partita dove praticamente non si concede veri passaggi a vuoto è questa. Già di norma avrebbe il comando delle operazioni, più forte della solidità di Elina Svitolina, ma ormai sappiamo come vanno le cose in questi casi, tanto che pure oggi c’è stato un momento sospetto. A fine partita, infatti, Sabalenka è parsa lasciarsi sfuggire una parola un po’ eccessiva appena dopo il match point.

Per il resto, la partita è stata a senso unico pur considerando qualche errore qua e là della bielorussa, comunque con tante soluzioni a cui attingere tra pressione, potenza, superiore qualità del dritto e servizio efficace. Svitolina non poteva puntare su regolarità e palleggio, anche perché alla fine dei conti l’avversaria ha messo insieme quasi 30 vincenti e la metà degli errori gratuiti. In entrambi i parziali ha avuto una partenza a rilento, nel primo ha pure avuto una contestazione con l’arbitro che ha chiamato una sua palla disturbata da un verso emesso dopo aver colpito, ma era facile per lei prendere vantaggio e fare gara di testa, in questi casi, è la via migliore per confermare la propria superiorità.

Dopo il 2023, 2024, 2025, Sabalenka lotterà per il titolo dell’Australian Open anche nel 2026. Contro di lei, sabato, ci sarà Elena Rybakina nell’eventuale rivincita del 2023 oppure Jessica Pegula, già affrontata in finale Slam allo US Open 2024.

Dalla stessa categoria