Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
[1] J. Sinner b. [30] T. Machac 6-4 7-5
Sinner legittima il suo primato nel ranking superando con poche difficoltà Thomas Machac, lontano parente dello strepitoso avversario di Alcaraz nei quarti di finale.
Era iniziata male la semifinale di Sinner, che aveva subito il break in apertura di match da un Machac che sembrava continuare la trance agonistica che aveva sorpreso Alcaraz. Ma a differenza dell’altro ieri il ceco non riusciva a giocare con la stessa precisione a lungo e collezionava rapidamente una serie di unforced che consentivano a Sinner di recuperare rapidamente e di avere persino la possibilità di portarsi avanti nel sesto game. Machac ne usciva fuori in qualche modo ma la sua sicurezza ne veniva decisamente scalfita, perché mentre nei turni di servizio dell’altoatesino si giocava sempre meno quelli del ceco erano un supplizio. Fino al disastro del decimo game, con Sinner che non doveva far altro che ringraziare, perché davvero si è limitato a raccogliere le palle tirare ovunque tranne che in campo dell’avversario.
Secondo set lievemente migliore per Machac, che nel nono game ha avuto due palle per andare a servire per il set, annullate entrambe mirabilmente da Sinner, ma altro disastro nel dodicesimo game, perso da un vantaggio da 30-0, con doppi falli e ritti sparacchiati lontani dalle righe.
Per Sinner si tratta dell’ottava finale dell’anno, e contro Djokovic o Fritz – partirà favorito con ciascuno dei due – proverà a riprendere la serie di vittorie interrotta proprio da Alcaraz a Pechino. Machac era già contento così, ma è un giocatore in crescita e non è detto che in un futuro non troppo lontano non riesca a infastidire i top 5.
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