US Open, impresa Swiatek: rimontata Sabalenka, terza finale Slam per Iga. Sfiderà Jabeur

photo credit: @Jimmie48/WTA

[1] I. Swiatek b. [6] A. Sabalenka 3-6 6-1 6-4

Mai prima d’ora Iga Swiatek aveva vinto in carriera rimontando un set di svantaggio a una giocatrice in top-10. Erano state solo cinque, le circostanze, ma considerando le circostanze sembrava poter essere un’altra di quelle giornate dove il rendimento non le permetteva di costruire la ripartenza dopo un set lasciato per strada senza nemmeno particolari rimpianti a un’Aryna Sabalenka piuttosto in palla e brava a mantenere sotto pressione la polacca.

Invece, dopo quasi due ore e 20 di partita, è la giocatrice di Varsavia a festeggiare un risultato preziosissimo, quasi impronosticabile alla vigilia di questo Slam e che rende un po’ giustizia a quello che poteva essere lo scorso Roland Garros dove le grandi favorite alla vigilia erano sostanzialmente due: lei, davanti a tutte, e poi Ons Jabeur. E sabato ci sarà proprio la tunisina dall’altro lato della rete a contenderle un nuovo trofeo nella seconda finale stagionale l’una contro l’altra dopo quella di Roma. Sarà anche un momento speciale, è quasi banale dirlo: o la prima polacca campionessa a New York, o la prima africana (e araba) campionessa Slam in singolare.

Tornando alla semifinale di stasera a Flushing Meadows, alla fine si è risolto tutto come da copione: la maggiore solidità da fondo campo di Iga, seppur emersa negli ultimi 20 minuti, ha avuto la meglio sull’aggressività continua e scarsa lucidità nei momenti cruciali della sua avversaria che lo scorso anno visse un epilogo identico, perdendo 6-4 al terzo con break decisivo sul 4-5 nella semifinale contro Leylah Fernandez. Sabalenka era partita concedendo qualcosa, in termini di errori non forzati, ma pur perdendo la battuta facendosi riprendere sul 2-2 ha avuto abbastanza agio a tornare subito davanti. Ci sono state pochissime prime palle in campo per Swiatek, almeno in questo inizio, e i suoi numeri sulla seconda non erano affatto confortanti con appena il 17% di punti vinti con la seconda e in generale la sensazione era che stesse facilitando il compito alla bielorussa perché non riusciva a renderle la vita difficile negli scambi.

Per quanto Sabalenka venisse da due partite relativamente agevoli, rimane una giocatrice di facile lettura: se costretta a forzare, alla lunga può concedere qualcosa e innervosirsi, riducendo il margine di sicurezza già di per sé molto basso. Dal break sul 2-2 però Aryna ha tenuto con buon agio, andando a prendersi un nuovo break sul 5-3 con grande forza. Da qui però, abbastanza a sorpresa, la partita è svoltata. Un brutto turno di battuta della numero 6 del seeding ha dato un break improvviso alla polacca che ha disputato un parziale superlativo al servizio: 94% di prime palle in campo, solo una seconda (doppio fallo) e atteggiamento complessivo radicalmente cambiato. Game a zero per il 2-0, altro game a zero per il 3-1. Solo prime, Sabalenka che cominciava a scricchiolare e lei trovava tutto quello che era mancato nel primo parziale. Soprattutto, i numeri di Aryna con la seconda palla sono crollati: nel quinto game si è fatta riprendere dal 40-15 con due risposte importanti della polacca su altrettante seconde. In quel momento aveva vinto solo un punto su nove. Chiuderà il set con un eloquente 3/19, e soprattutto serviva sistematicamente sul rovescio, tanto che ormai Swiatek aveva il colpo pronto e senza forzare più di tanto intercettava il servizio e sapeva come cominciare uno scambio per arrivare a prendersi il punto.

Questo, forse, è l’aspetto più grave della partita di Aryna che non ha sfruttato il vantaggio che poteva darle la diagonale di destra. C’erano errori col dritto per Iga, a tratti anche banali o ripetitivi. Non si scopre nulla: non c’è la freschezza della prima parte dell’anno e la superficie favorisce la sua avversaria, ma in generale Sabalenka è sembrata puntare troppo verso il lato sinistro della polacca, ben più solido. E comunque la partita era ancora tutta da giocare, perché all’inizio del set decisivo Swiatek ha avuto una brutta ripartenza, tornando a servire diverse seconde palle e stando poco reattiva da fondo campo subendo subito un break e rischiando anche sul 2-0 Sabalenka, salvandosi grazie a un paio di dritti ben indirizzati sul lungolinea. Sul 2-1 si è presa il controbreak con un paio di gioielli nella prima parte del game, tra cui un passante quasi in spaccata di rovescio, ma di nuovo perdeva la battuta facendosi trovare poco reattiva dopo il servizio e vedendo un altro dritto su una palla un po’ sporcata volar via. Dal 4-2 Sabalenka, però, la partita ha visto l’ultima fase dove ancora una volta la bielorussa non è riuscita a fare lo scatto decisivo.

Swiatek vincerà 16 degli ultimi 20 punti giocati, tenendo a zero la battuta per il 3-4 e trovando il break del 4-4 con almeno due ottime difese nel tentativo di forzare sempre un colpo in più a un’avversaria che stava cominciando a sentire il peso di ogni punto. Sullo 0-40, poi, di nuovo la seconda servita sul rovescio ha dato modo a Swiatek di entrare con un grande angolo sull’incrociato scegliendo poi la chiusura di nuovo col rovescio in un angolo strettissimo, soluzione che più volte usa con grande agio. 4-4 e dopo aver sempre rincorso, la numero 1 del mondo è emersa da un mentalmente durissimo game al servizio in cui dal 30-0 rischiava di complicarsi la situazione: è iniziato con un gran regalo di Sabalenka su una sua seconda, è proseguito con un’ottima difesa fino alla stecca importante dell’avversaria, poi nel terzo punto ha visto un dritto uscire male dalle corde e fermarsi sotto al nastro in una fase di palleggio. Con Sabalenka sul 30-30, gran parte del match passava forse da lì e ancora la bielorussa pur entrando bene in risposta è andata scomposta col rovescio su una palla a tre quarti campo fermandola sotto al nastro. Sulla palla game, il dritto sbagliato dalla numero 6 del seeding ha regalato il preziosissimo vantaggio a Swiatek.

In tutto il torneo la polacca sta avendo percentuali incredibili di break, ben oltre il 60% dei turni giocati. Doveva partire bene e subito un rovescio lungolinea ben piazzato ha mandato in allungo Sabalenka che poi, sullo 0-15, ha commesso il settimo doppio fallo e non si è salvata nel punto successivo dove Iga ha pescato una splendida risposta di dritto in lungolinea che le ha aperto il campo per chiudere poi con lo smash. 0-40, tre match point. Sul secondo è bastato un rovescio un po’ angolato verso l’incrociato per ottenere l’ennesimo e ultimo errore dell’avversaria, sconfitta per la quarta volta su altrettante sfide in stagione. Nona vittoria su 10 partite nel 2022 contro top-10, l’unica sconfitta risale alla semifinale di Adelaide contro Ashleigh Barty. Sabato, ci sarà l’undicesima: lei contro Jabeur, entrambe alla seconda finale Slam stagionale, non per nulla le prime due della Race e le migliori come rendimento per tutto l’anno tra le top-10.