Wimbledon, Jabeur: storica prima semifinale Slam, Bouzkova rimontata

[3] O. Jabeur b. M. Bouzkova 3-6 6-1 6-1

Finalmente Ons Jabeur. Finalmente una prima semifinale Slam in carriera per la Globetrotter africana che meritava questo traguardo già da diverso tempo dopo la trasformazione avuta nel gennaio 2020 e che l’ha spinta verso vette sempre più alte e inesplorate. Soprattutto, una semifinale Slam che cancella definitivamente la delusione di un Roland Garros finito per lei troppo presto e dove era attesa al grande risultato.

Dopo la vittoria ottenuta al quarto turno contro Elise Mertens, e con le incredibili vicissitudini della parte bassa del tabellone di Wimbledon, è la grande favorita non tanto a questo approdo ma a essere lei a scendere in campo sabato per la finale. Era l’unica giocatrice rimasta tra le prime 65 del mondo in questo lato del tabellone, e affronterà ora Tatjana Maria addirittura numero 103 del ranking. La pressione c’è, c’era già contro la belga sconfitta in due set cancellando cinque set point nel primo parziale e c’era oggi quando nella seconda metà del primo set ha cominciato a sbagliare troppo e dato a un’ottima Marie Bouzkova il modo di cullare una (a sua volta) incredibile semifinale.

Si giocavano tanto entrambe, ma per Jabeur ogni traguardo nuovo della sua carriera ha un sapore molto speciale. Ottenerlo qui, sull’erba di Wimbledon, lo è ancora di più e l’ottima reazione avuta tra secondo e terzo set nel 3-6 6-1 6-1 toglie un altro macigno dalla sua schiena perché perdendo il primo set così male, con un ultimo turno di battuta da incubo, rischiava poi di perdere del tutto contatto dall’avversaria. Invece è stata lei a mettere in campo una buona reazione a inizio del secondo parziale che è valso uno scatto immediato sul 2-0. Non ha sfruttato la chance di 3-0 ma da lì in avanti la prima di servizio è diventata più solida e il suo gioco da fondo campo aveva meno alti e bassi.

Il problema del primo set è stato che Bouzkova, per lei, faceva tutto quello che serviva per andare fuori giri. Jabeur non può, per caratteristiche, spingere a tutta fino a quattro colpi consecutivi. E di fronte a sé c’era un’avversaria che arrivava ovunque, coprendo il campo con grande capacità e cercando sempre di tenere vivo lo scambio senza disdegnare a sua volta variazioni di ritmo e alcuni piccoli giochi di prestigio come togliersi il lusso di un punto diretto con la smorzata su una seconda di servizio della tunisina, marchio di fabbrica proprio di Jabeur contro ogni avversaria.

Ons ha perso un game al servizio sul 2-2 dove Marie è arrivata su ogni soluzione rigiocando sempre molto profondo e trovando crepe nel tennis dell’africana che si è disunita, mancando poi un 15-40 sul 3-4 e servendo malissimo nel game successivo. Dall’inizio del secondo la musica è completamente cambiata. Jabeur ha ritrovato la fluidità dei primi game, Bouzkova non è riuscita a rimettere in piedi la generosissima fase di contenimento del primo set e ha lasciato scappare l’avversaria che poi, a inizio del set decisivo, ha fatto il break del 2-0 dal 40-0 per la ceca, scattando poi sul 3-0 e, malgrado il controbreak subito sul 4-0, prendendosi una meritata vittoria e diventando la prima africana in semifinale a Wimbledon.

Sarà lei, dunque, ad affrontare giovedì in semifinale Tatjana Maria, vera sorpresa ormai di questo tabellone così imprevedibile.