Una sedia per due

“Stefanie Frappart, capo della terna arbitrale nell’incontro di Champions League tra Juventus e Dinamo Kiev, ha abbattuto con serietà e autorevolezza il tabù di una donna arbitro nella massima competizione calcistica europea.

La direttrice di gara ha inanellato un nuovo record che arriva dopo essere stata la prima donna ad arbitrare nel campionato francese, ad aver diretto la finale di Supercoppa europea ed esordito anche in Europa League. Se si tratta di una svolta storica nel mondo del calcio, nel tennis tutto questo esiste già e ha il bellissimo volto di Marijana Veljovic. Da quando Marijana è diventata Gold Badge nel 2015, ha diretto la finale degli Australian Open tra la Wozniacki e la Halep, la finale di Coppa Davis tra Francia e Croazia per arrivare infine a trasformare il sogno in realtà: arbitrare la finale di Wimbledon tra Serena Williams e Simona Halep.

Se il gioco rimane lo stesso indipendentemente da chi lo dirige come sostiene la Frappart, è altrettanto vero che queste donne sono coraggiose pioniere, forti arieti che provano a infrangere ostiche barriere invisibili. Il lavoro e il professionismo non dovrebbero avere un genere, ma nei fatti la parità non è ancora raggiunta. Nello sport dirigere una gara necessita della capacità di prendere decisioni, le più giuste possibili, perché su quelle il direttore di gara verrà  giudicato, uomo o donna che sia. Marijana Veljovic ha dimostrato di essere un arbitro impeccabile e dal gran carattere.

Chissà se il fatto di essere donna avrà addolcito il warning che ha comminato a Roger Federer durante l’incontro con Sandgren ai quarti di finale degli Australian Open. A causa di una imprecazione sfuggita allo svizzero durante il match, all’ammonizione è seguita anche una sanzione pecuniaria per “audible oscenity”. Se la Veljovic correttamente non smorza rigore e risolutezza davanti a The King, sa mostrare senza indugio anche la sua empatia. Nel 2018 Marijana sta arbitrando l’incontro tra Diego Schwartzman  e Kevin Anderson al Roland Garros quando l’argentino, sfiancato da uno spettatore che rumoreggia ad ogni suo colpo, si sfoga durante il cambio campo chiedendo conforto all’arbitro di sedia.

La Veljovic lo ascolta con attenzione e lo rassicura sorridendo. Un sorriso che pare abbia trasmesso una decisiva energia a El Peque che recupera lo svantaggio e si aggiudica la vittoria al quinto set volando ai quarti di finale. Anche se la partita l’ha persa in verità Anderson per i troppi errori commessi, il tenero siparietto tra Schwartzman e la Veljovic ha molto divertito  il pubblico. Chissà se un sorriso barbuto di Kader Nouni avrebbe sortito lo stesso effetto! Gli uomini e le donne riescono a fare bene le medesime attività sfoggiando abilità differenti, facendo emergere le naturali diversità interiori.

Come Yin e Yang, maschio e femmina si contaminano e si relazionano a vicenda in un moto perpetuo, rappresentano il perfetto esempio del dualismo dell’universo. Sono due energie opposte per definizione che interagiscono e si completano per generare equilibrio e armonia.  Per fortuna non esiste nessun uomo completamente maschio e nessuna donna puramente femmina, esistono le persone.”