L’Equipe annuncia: Indian Wells è a rischio

Con ancora i calendari ATP e WTA da finalizzare, ci sono diversi dubbi a proposito di quali tornei potranno essere disputati e quali rischieranno invece il taglio a causa dei problemi legati alla pandemia di covid-19 e le sue conseguenze a livello economico e sanitario.

Se si stanno facendo i salti mortali per organizzare la trasferta australiana, e sembra ormai chiaro che l’Australian Open ci sarà, a inizio febbraio, gli ultimi sviluppi negli Stati Uniti hanno messo a rischio il combined di Indian Wells.

Il primo ATP Master 1000 e, dal 2021, il secondo WTA 1000 del calendario ha al momento grande incertezza e L’Equipe anticipa che c’è il rischio, a oggi, di una seconda cancellazione consecutiva dopo quella dello scorso marzo. I problemi sono dovuti alle scadenze che gli organizzatori potrebbero non rispettare. Si tratta di una garanzia molto semplice: mettere in piedi l’evento. Adesso che la California entra in lockdown per tre settimane, non c’è modo di rispettare i termini di fine dicembre per comunicare ad ATP e WTA la decisione se organizzare entrambi i tornei.

Indian Wells, inteso come organizzazione, chiede che ci sia una deroga da parte delle associazioni fino a metà gennaio, data che in questo momento non può essere accettata. Inoltre, il torneo californiano vuole poter gestire l’evento su almeno il 25% del pubblico presente sugli spalti. A causa degli sviluppi pessimi della diffusione del virus nello stato statunitense, tutto è sospeso e a rischio. Inoltre, scrive L’Equipe, sono tanti i tornei che a causa dello spostamento dell’Australian Open rischiano di avere problemi nel riposizionamento in calendario: al momento ci sono solo due settimane tra la fine (eventuale) dell’Australian Open il 21 di febbraio e l’inizio di Indian Wells, con una dozzina di tornei che cercano una sistemazione.

Dovesse riuscire, Indian Wells, a organizzare il suo evento, ci potrebbe essere secondo L’Equipe l’eventualità estrema di comprimere questo e l’altro grande torneo USA a Miami in tre settimane anziché quattro, dando più tempo per la gestione di quel buco. Dovesse invece venire tagliato del tutto, si creerebbe un buco importante dove sperano, soprattutto, i tornei ATP indoor di febbraio.