Lorenzo Sonego, il tennista zen

Lorenzo Sonego
Tutto nella vita ha un suo equilibrio. In questo modo tutto va meglio. Così riassume la sua saggia filosofia di vita il maestro di arti marziali del grande schermo più amato degli anni Ottanta. Non ricordo neppure quando è stata l’ultima volta che ho visto Karate Kid e ascoltato i preziosi insegnamenti che il  maestro Miyagi rivolge al timido Daniel.
Ma è impossibile scordare quell’ossessiva formula zen “dai la cera, togli la cera” che all’epoca mi sembrava solo un eccentrico e capriccioso supplizio per il tartassato allievo. Invece rappresentava un insegnamento basilare, un formidabile esempio di dedizione e stimolo di crescita. Ogni bravo allenatore sa bene che il proprio pupillo non centrerà nessun obiettivo senza un duro allenamento.
Qualunque processo educativo è lungo, occorre una preparazione impegnativa, tanta pazienza e fiducia in se stessi. Fin dalla prima volta che ho visto Lorenzo Sonego immediatamente mi è tornato in mente il giovane karateka del film. All’inizio ad assimilarlo a Daniel è stata banalmente la fascetta annodata in testa, la freschezza dei lineamenti e il fisico filiforme. Poi vedendolo giocare mi sono accorta che Lorenzo esattamente come Daniel è un grande lottatore, un combattente nato.
Ha iniziato a giocare che aveva già 10 anni, infatti prima di dedicarsi al tennis militava nelle giovanili del Torino calcio. Ma emerge subito nitidissimo un talento naturale per il tennis e in poco tempo Lorenzo diventa competitivo. Ha grande coordinazione e velocità, però è piccolo e con un fisico esile che lo costringe a impostare un rovescio bimane per imprimere maggiore forza al colpo. Non si direbbe a vederlo oggi così alto e con quel servizio micidiale! Un “rematore” che all’occorrenza diventa efficacemente offensivo, denotando un’elasticità non solo fisica ma anche mentale.
Lo descrive come un ragazzo serio e riflessivo il suo storico coach Gipo Arbino, con una grande capacità di adattamento. Lorenzo sembra in grado di ritrovare ogni volta l’equilibrio senza farsi scoraggiare dalle difficoltà e dalle sconfitte, ma soffermandosi a elaborarle per trarne insegnamento. Perché il nostro atleta è convinto fermamente di poter sempre migliorare e non ha paura di lavorare sodo per superare i limiti.
Sonny il guerriero, solare e sensibile eppure determinato e battagliero, giustiziere nientemeno che del numero 1 Djokovic. Un lucky loser in finale a Vienna che non si fa intimidire dai nomi degli avversari e scende in campo concentrato, ma soprattutto talmente ispirato da conquistare una vittoria strepitosa.
Vincere o perdere non conta, se farai un buon combattimento sarai rispettato e dopo nessuno ti disturberà: con queste parole il maestro Miyagi ammonisce Daniel mettendolo in guardia dalle lusinghe di un successo che arriva troppo rapido, invitandolo a non aver fretta di imparare ma a concentrarsi e a perseverare per vincere domani. Parole che descrivono la stessa grintosa serenità con cui Lorenzo si sta affermando, con cui si accinge a scalare la classifica ATP, continuando a vivere nella sua città natale, tra gli amici di sempre, la fidanzata e il circolo Sporting Torino in cui è cresciuto.
Alla base c’è una sana voglia di rivincita e di riscatto con cui affrontare le paure e superare gli ostacoli, seguendo la via dell’equilibrio interiore. Sacrificio, dedizione, disciplina, rispetto e convinzione: questi i compagni di viaggio di Lorenzo che procede nella direzione giusta all’interno di un insegnamento eticamente gentile ma tenacemente combattivo. Aspettando la mossa della gru…”dai la cera, togli la cera.”