Qualcuno sconfiggerà il già visto?

In mezzo a proteste, mascherine, stadi vuoti, saluti con la racchetta e neo-associazioni di tennisti, a New York si sta giocando anche uno slam. E se senza Federer e senza Nadal tutto assume i connotati di un torneino di periferia, alla fine un nome sull’abo d’oro andrà pur messo e a suo modo sarà storico, anche perché difficilmente ci si potrà dimenticare del primo slam dell’era covid.
In settimana abbiamo dato ampio risalto alle proteste dei giocatori francesi e alla discutibile gestione dell’evento da parte della USTA (United States Tennis Association) ma da stasera le partite dovrebbero essere di ben altro interesse. Non che non sia successo nulla, dalla incredibile sconfitta di Tsitsipas alle eliminazioni eccellenti di Bautista Agut e Raonic alla mezza impresa di Murray ma certo adesso aumenteranno i motivi per parlare un po’ più di tennis.
La prima parte del torneo si è conclusa con la vittoria abbastanza agevole di Thiem contro Cilic, che a pochi giorni dal suo 32mo compleanno è il più giovane vincitore slam in circolazione, tanto per ricordare da che periodo arriviamo. Il croato è nella sua fase declinante, come una volta era normale a quest’età. Contro un Thiem fisicamente mostruoso ha già fatto più del dovuto riuscendo a strappare un set a quello che è pur sempre il secondo favorito del torneo. Thiem arrivava dalla brutta sconfitta del Western&southern Open, che come saprete invece che a Cincinnati si è giocato negli stessi campi in cui adesso si gioca lo US Open, ma l’austriaco è chiaramente un altro rispetto a quello che ha perso contro Krajinovic vincendo la miseria di tre game. Arriva allo scontro forse più atteso degli ottavi in ottime condizioni tant’è che se dovesse convincere contro Felix Auger Aliassime senza avere problemi le sue quotazioni aumenterebbero notevolmente. Il percorso di Thiem non è semplicissimo, perché dopo l’eventuale quarto contro uno tra de Minaur e il sorprendente Pospisil in semifinale troverebbe Medvedev, anche se da queste parti si spera nell’exploit di Berrettini. Comunque già col canadese, primo nato nel terzo millennio ad arrivare alla seconda settimana di uno Slam, era anche ora, le cose non saranno semplicissime, e quindi inutile pensare troppo in là.
Andando appunto verso l’alto nel tabellone, vedremo quanta energia avrà ancora Pospisil, protagonista di una partita davvero fantastica contro Bautista Agut, che appena otto giorni fa era arrivato a due punti dal match contro Novak Djokovic. Se non avete visto gli ultimi due game cercateli su youtube, perché non ne vedrete tanti in giro. Fra l’altro Pospisil aveva già sorpreso tutti battendo Raonic e quindi chissà che il momento di grazia non continui. De Minaur non sarà un avversario agevole, ma poteva capitargli di peggio e di certo non regalerà la partita come ha fatto un Khachanov che davvero tatticamente è un disastro.
Ma se Thiem sta bene Medvedev non pare soffrire troppo. Il russo non ha perso ancora un set, ma il tabellone l’ha aiutato non poco e lo farà per un altro turno ancora, perché Tiafoe non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile. I problemi per il russo arriveranno nel turno successivo, quando avrà di fronte o Berrettini o Rublev, che si ritrovano ad un anno di distanza nell’altro ottavo di grande interesse del torneo. Entrambi arrivano al confronto diretto senza aver perso un set ma ad essere sinceri Rublev ha dato un’impressione migliore, anche se il discorso è forse un po’ più complesso. Per quanto Berrettini abbia fatto miglioramenti enormi, l’italiano è totalmente dipendente dai suoi due violenti fondamentali (servizio e dritto) e la partita si giocherà sulla capacità di Rublev di entrare nello scambio. Se ci riesce è difficile che Berrettini possa fare partita pari, ma a parte il precedente dello scorso anno, quando Rublev per due set non riuscì praticamente mai a capire come affrontare il servizio di Matteo, anche a Vienna Berrettini riuscì a tenere a distanza il russo.

La metà alta del tabellone è senz’altro meno affascinante, anche se è presidiata dal grandissimo favorito, il solito Novak Djokovic, che è più anziano di Cilic ma non pare sia significativo. Il serbo ha un’altra partita senza insidie, perché con Carreno Busta non ci perde neanche se gioca con la sinistra, come si dice, e potrà quindi dedicarsi un altro paio di giorni a seguire le vicende della sua associazione. Il quarto di finale potrebbe essere un po’ più impegnativo, ma certo non c’è da attendersi che Goffin o Shapovalov ne escano vincitori. Così per il serbo le difficoltà potrebbero arrivare dalla semifinale, che Zverev dovrebbe cogliere a meno di non suicidarsi come ha fatto Tsitsipas. L’uscita del greco ha tolto l’unico avversario che poteva infastidire Sascha, che anche se ci ha abituato a deludenti quarti d’ora dovrebbe veramente fare i salti mortali per perdere contro Davidovich Fokina (non è uno scherzo) e tutto sommato anche contro il miracolato Coric. Poi con Djokovic vada come vada.

Insomma se pur si sia potuto vedere di meglio i motivi di interesse di questo US Open non possono che cresere col passare dei giorni. Magari non oggi, che è di scena la parte alta del tabellone, ma da domani ci si divertirà non poco.