Quando Rafa Nadal si presenta a Londra per giocare il torneo del Queen’s del 2008 è reduce dall’ennesimo trionfo al Roland Garros. Ha distrutto Roger Federer in finale per il terzo anno di fila e per il quarto ha potuto mordere la Coppa dei Moschettieri; Rafa però vuole iniziare a dar filo da torcere allo svizzero anche sulle altre superfici, soprattutto sull’erba. Fino ad allora infatti, lo spagnolo non vantava nemmeno un titolo sui prati nonostante due finali consecutive perse a Wimbledon.
Le cose iniziano a cambiare proprio al Queen’s di quell’anno, dove si presenta come testa di serie numero 1. Il cammino non è semplice: se l’esordio contro Jonas Bjorkman si rivela una formalità, più difficoltà gli si presentano contro il diciannovenne Nishikori che riesce a portarlo al terzo. Ivo Karlovic tenta di travolgerlo di ace, ma Rafa resiste e invece in rimonta 6-7(5) 7-6(5) 7-6(4) e sente che il digiuno di titoli su erba sta per terminare. In semifinale mette ko Andy Roddick, mentre in finale è Novak Djokovic ad arrendersi con un 7-6(6) 7-5 che consegna a Nadal la prima gioia sul “verde”.
Sarà il preludio migliore verso un’estate magica per lui: vincerà per la prima volta Wimbledon battendo Federer in una finale storica, farà sua la medaglia d’oro in singolare alle Olimpiadi di Pechino e per la prima volta in carriera scalzerà lo svizzero dalla vetta del ranking diventando il nuovo padrone del tennis maschile.
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