Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
TENNIS – LONDRA. Nessun attacco cardiaco, ma intossicazione alimentare dovuta al pesce crudo. Sarebbe questo il motivo del malore che ha colto Nigel Sears lo scorso gennaio, mentre assisteva al match della sua pupilla Ana Ivanovic contro Madison Keys degli Australian Open.
Il 58enne allenatore britannico si è accasciato al suolo mentre stava ritornando al suo posto nel box della serba, subito dopo la fine del primo set. Inizialmente si era pensato ad un attacco di cuore, ma lo stesso Sears ha rivelato al Times la vera causa del malore: «Ho mangiato sushi per 10 giorni di fila a Melbourne ed è sempre andato tutto bene, ma immagino che per la legge dei grandi numeri possa capitare prima o poi di beccarne un pezzo avariato».
«Non mi sentivo bene già dalla mattina. Subito dopo il primo set ha iniziato a girarmi la testa, anche da seduto, e sudavo parecchio – ricorda Nigel – pensavo di vomitare così sono corso in bagno, ma al mio rientro sugli spalti, dopo un paio di passi l’ultima cosa che ricordo è che ero steso per terra con un sacco di persone attorno a me». «Quando mi sono svegliato è stato come se qualcuno mi avesse dato pugni nel petto per 90 secondi e avevo la maschera dell’ossigeno. Mi hanno collegato al defibrillatore ma grazie a Dio la voce del macchinario ha detto “shock non necessario”».
Sears è stato poi portato in ospedale per accertamenti, ma ogni esame ha escluso complicazioni cardiache, così l’indomani è potuto ripartire per l’Inghilterra dove lo attendevano la moglie Leonore e la figlia Kim, moglie di Murray e in attesa della loro prima figlia. «In effetti il mio tempismo non poteva essere peggiore, con Kim a pochi giorni dal parto: il momento peggiore nel posto peggiore, così lontano da casa. Quello per cui sono sollevato però è che quanto mi è accaduto non ha influenzato il gioco di Andy sulla Margaret Court Arena».
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