A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
TENNIS – WIMBLEDON – Dall’inviata a Londra ROSSANA CAPOBIANCO – La prima semifinale in uno Slam per Garbine Muguruza; la giocatrice spagnola, lo scorso anno uscita al primo turno a Wimbledon, batte la Bacsinszky 75 63 e ora aspetta la vincente di Radwanska-Keys.
Le ginocchia non reggono il peso del corpo, malgrado la sua longilinea figura. E’ troppa l’emozione che si prova, dopo un rovescio lungolinea praticamente vincente, sulla quale Timea Bacsinszky non può nulla. Non è un vincente qualsiasi, è un vincente che ti regala un lasciapassare importante, quello per la semifinale di Wimbledon. Semifinale. Di. Wimbledon.
Con delle vere chance di andare in finale. Garbine compirà 22 anni in autunno eppure ha già alle spalle due quarti di finale consecutivi al Roland Garros, ora una semi a Wimbledon. Wimbledon che lo scorso anno l’aveva vista protagonista in negativo di una prematura uscita al primo turno. Dopo i “fasti” di Parigi, del tutto comprensibile.
Spagnola dal doppio passaporto, nata vicino Caracas, i suoi fratelli, che l’hanno “iniziata” al tennis saranno soddisfatti del proprio lavoro. Quella contro Timea era una sfida equilibrata, tra una giocatrice in ascesa e una che è tornata fortissima dopo tristi e complicate vicissitudini personali e soprattutto familiari.
Ma lei oggi è stata perfetta: aggressiva come nel match che le permise di battere Serena Williams un anno fa a Bois de Boulogne, più concentrata e attenta nei momenti importanti come suggerisce un anno in più. Un anno di prezioso lavoro con il suo coach di sempre, Alejo Mancisidor, conosciuto e frequentato dall’Accademia Bruguera di Barcellona, nella quale Garbine si è “costruita” tennista.
Una delle poche a servire bene, ad avere una propensione all’attacco non scriteriata ma ben dosata, quasi gustata. Il processo di crescita pare essere in ottimo stato. Solo l’emotività o gli infortuni adesso possono giocare un brutto scherzo. Garbine, però, sembra una tosta. Una che può vincere.
Una che deve vincere.
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