A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
TENNIS – WIMBLEDON – Dall’inviata a Londra ROSSANA CAPOBIANCO – Fabio Fognini batte Smyczek e si qualifica per il secondo turno di Wimbledon, dove non è mai andato oltre il terzo. Aspetta Pospisil o Millot e pare essersi scrollato di dosso tanta pressione e nervosismo, per un percorso che fino agli ottavi lo vede favorito.
La calma: è quella che sotto l’insolito solleone britannico ha trovato Fabio Fognini oggi, contro un avversario certo comodo sulla carta e specie sull’erba, ma non così scontato per le bizze del ligure. Almeno quelle a cui lui ha abituato tutti.
Sul campo 19, tutto sotto il sole eppure sotto gli occhi dei molti giunti oggi all’All England Club, più passano i minuti e più Fabio riesce a trovare continuità ed appoggi.
Aiutato sicuramente dal clima caldo e secco di questi giorni, dal rimbalzo più alto e dal servizio a dir poco modesto dell’avversario (che quest’anno ha comunque portato al quinto Rafa Nadal in Australia), è facile per l’azzurro togliere la battuta a Smyczek. Un po’ meno tenere la propria, sempre preda di altalenanti performance.
Da fondo, però, Fognini è intoccabile: ha il pregio di variare molto con il rovescio e il dritto è fermo, stabile, continuo, poco falloso. Scherza pure con l’arbitro, per un challenge che non c’è sul campo 19. Niente pressione, niente aspettative.
A Wimbledon Fognini non è mai andato oltre il terzo turno ma il percorso fino agli ottavi sembra essere possibile, percorribile, con i dovuti scongiuri. Il vincente di Pospisil-Millot e uno tra Vanni, Ward, Vesely, Lorenzi. Per poi, in caso, affrontare Nadal, battuto due volte quest’anno.
Ma facciamoci guidare dalla sua insolita calma, andiamo per gradi e senza eccessi: il nuovo Fognini erbivoro, caso o meno, ce lo impone.
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