A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
02 Lug 2014 15:52 - Wimbledon
Wimbledon: Djokovic si salva al quinto set contro Cilic
di Rossana Capobianco
TENNIS – WIMBLEDON – Di ROSSANA CAPOBIANCO- Novak Djokovic ha temuto il peggio oggi sul campo numero 1 di WImbledon. Cilic, avanti di due set a uno, è sparito dal campo e il serbo con la consueta classe ha chiuso la pratica concedendo pochissimo: 61 36 67 62 62 il risultato finale.
I campioni non lo sono mai per caso. Sebbene questa edizione di Wimbledon ne abbia fatti fuori già parecchi, a favore di giovani prepotenti che finalmente si affacciano senza remore sui grandi palcoscenici, Djokovic non ci sta.
Si ribella alla giornata difficile e a un Cilic che ci prova anche dopo la batosta del primo set, nel quale Nole ha approfittato di ogni palla e in risposta è apparso un robot; Robo-Nole, appunto. Cilic, con Goran ivanisevic in tribuna non si è scomposto e ha iniziato a martellare col servizio.
I problemi di Nole però oggi si chiamavano soprattutto equilibrio. Non riusciva a stare molto in piedi per coordinarsi bene. Di questo e del proprio ritmo alla battuta ha approfittato il croato, che è anche poi riuscito a breakkare l’avversario e tenere nello scambio incredibilmente alla pari.
Tutto fino al finire del terzo set, quando Cilic si accorge di potere vincere: non è un vincente, Marin, e questo gli mette paura. Ci pensa troppo e si distrae: peccato mortale contro un Djokovic con il coltello tra i denti, la cui intensità non scende e monta sopra all’avversario. La partita finisce lì e quello che viene dopo è un one-man-show. Djokovic che mette l’automatico e sfila su un’autostrada senza curve, Cilic è sorpassato da tempo.
Anche la paura, quella che ha ucciso oggi Murray. Lui in semifinale c’è, se la vedrà contro il giovane Dimitrov. Dopo le pene di Parigi, si può tornare a sorridere.
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