Wimbledon: leone Stepanek, Djokovic suda più del previsto

TENNIS – WIMBLEDON – DI SALVATORE DE SIMONE – Novak Djokovic perde il primo set del torneo in un match contro Radek Stepanek che dopo due set sembrava segnato. Invece il serbo viene costretto a due delicatissimi tie-break: 63 64 67(5) 76(5).

L’ultimo match della giornata sul campo centrale di Wimbledon non ha riservato la grande sorpresa che a volte capita a Church Road nei primi turni. Ma Novak Djokovic ha dovuto sudare più del previsto per avere la meglio su Radek Stepanek. Un match che sembrava una passeggiata di salute per il serbo si è complicato in modo inaspettato. Ciò è dipeso dal rilassamento del campione di Belgrado nel momento in cui ha pensato di avere la partita in pugno sul 5-2 nel tie-break del terzo set; ma ancora di più ha pesato l’orgoglio, la grinta, la voglia di combattere di un mai domo Stepanek, che non ha voluto recitare la parte del comprimario ma di essere co-protagonista di uno spettacolo bello e intenso. Del resto non è la prima volta che Radek ha dato filo da torcere a Djokovic; nel 2007 a New York il ceco mise ancora più in difficoltà il serbo spingendo la partita fino al tie-break del quinto set. Il gioco di pressione e attacco di Stepanek mette in grande difficoltà il campione di Belgrado, anche perché quest’ultimo non è molto abituato a fronteggiare giocatori dallo stile aggressivo come quello dell’odierno sfidante. Con l’erba ancora integra dei primi giorni è ancora più difficile arginare Stepanek se quest’ultimo è in giornata, anche se nei primi due set il ceco ha faticato a entrare in partita; Nole non ha avuto difficoltà, a parte un paio di palle break sul 4-4 annullate grazie al servizio. Solo nel terzo, specialmente nel tie-break, Stepanek ha iniziato a provocare dolori al serbo, sciorinando tutto il suo campionario di tennis all’antica fatto di serve&volley, demi-volee, stop-volley, attacchi in controtempo e via scorrendo. Ma oltre al suo stile vario, Stepanek ha un’altra qualità, ammirata anche dal pubblico londinese che ha iniziato a tifarlo senza remore: il ceco è un personaggio non comune, come dimostrano le smorfie e gli atteggiamenti ilari alle chiamate dei challenge, alcune a inizio quarto set che forse avrebbe fatto meglio a non chiamare. Alla fine non è riuscito a portare il match al set decisivo, come ormai speravano gli spettatori, anche perché Djokovic rimane sempre un campione, pur se non è al massimo come oggi; lo dimostra il bel passante sulla linea che gli ha regalato il passagio al terzo turno. Ma bisogna ringraziare lo stesso Radek Stepanek, perché è sempre bello vedere un tennista da “erba” mettere in difficoltà uno dei più forti nel tempio di Wimbledon. Si parlava prima della partita agli Us Open; anche oggi, come allora, Djokovic dopo aver vinto ha abbracciato Stepanek e ha chiesto al pubblico di applaudirlo. E anche oggi la folla ha omaggiato con un’ovazione l’uscita di scena di un tennista che, grazie alla suo carattere e al suo splendido tennis, anche quando perde a volte è in grado di emozionare e di rendere interessante un match che sulla carta non lo era.

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