Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
Di Diego Barbiani
AUCKLAND. Sarà tra Venus Williams ed Ana Ivanovic la finale del Wta International di Auckland. Era probabilmente la più desiderata dagli organizzatori che hanno da subito dovuto fare a meno di Roberta Vinci, sconfitta dalla giovanissima croata Ana Konjuh, e vittime di una grande ecatombe di teste di serie. Le uniche tre favorite del tabellone che hanno saputo superare la ghigliottina del primo turno sono poi arrivate a giocarsi le semifinali. O quasi. Perché Jamie Hampton, n.5 del seeding, non è scesa in campo contro Venus Williams per colpa di un dolore all’anca destra.
Così la statunitense ex n.1 del mondo si è trovata in finale senza nemmeno scendere in campo, un bene per lei che così potrà preparare la sfida ad Ana Ivanovic in tutta calma. La serba, invece, ha giocato un primo set di altissimo livello contro Kristen Flipkens. Il servizio era dalla sua parte ed alla risposta prendeva subito in mano il gioco per un sorprendente quanto meritato 6-0. Nel secondo set c’è stata più partita, grazie alla belga che ha innalzato di molto il suo livello. I suoi turni di battuta non erano più vissuti in apnea, con la prima di servizio riusciva a fruttare tanto e quando giocava una seconda faceva un punto su due. Dall’altra parte del campo invece Ivanovic continuava a far male ed a tenere un livello di punti vinti che sfiorava quasi la perfezione. Si è giunti al tie-break, dove la ex n.1 del mondo ha chiuso con agevole sicurezza per 7-2. Domani andrà a caccia di un titolo che le manca dalla fine del 2011.
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