Svitolina c’è, Gauff no. Elina in semifinale contro Sabalenka

Come il primo quarto di finale femminile dell’Australian Open, anche il secondo è stato privo di alcun genere di equilibrio. Ci si aspettava ben altro, probabilmente, ma Elina Svitolina ha approfittato di una serata molto negativa per Coco Gauff da batterla 6-1 6-2 e approdare per la prima volta in carriera tra le migliori quattro del primo Slam stagionale.

59 minuti appena per un incontro a senso unico anche a causa di una Gauff che ha fatto errori su errori, oltre 25 gratuiti complessivi contro appena tre vincenti. Fragilissima come in rare occasioni si è vista, pur avendo lei passato momenti negativi in campo, talmente frustrata a fine gara da aver completamente distrutto la propria racchetta nel tunnel che la riportava agli spogliatoi, altro gesto completamente inusuale.

Perderà il podio del ranking WTA a favore di Amanda Anisimova, mentre Svitolina con questo successo rientrerà in top-10 dopo quasi quattro anni e una gravidanza alle spalle. Lei che in questo Australian Open fin qui non ha ancora perso set, proprio come la rivale che adesso andrà ad affrontare: Aryna Sabalenka. E si riproporranno tutte le questioni del recente passato, con la numero 1 del mondo che già è sul suo terreno preferito e non ha mai perso contro Elina, ma così anche come contro altre tenniste ucraine. Perché in fondo, come diciamo sempre, i problemi relativi al momento storico che stiamo vivendo non sono passati e cancellati, ma semplicemente non considerati. E Sabalenka stessa, come lei stessa ha fatto intendere in più occasioni, pur di non perdere una sfida del genere sarebbe disposta a giocare su una gamba sola.

La chiusura è un po’ più malinconica: in uno Slam così, che ha regalato 10 giorni di scarse emozioni se non per una partita (ormai dispersa tra le tante che non hanno spostato equilibri veri), questo sembra forse il punto più alto. Non c’è male.

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