Sabalenka spietata: Jovic paga il battesimo di fuoco

Il torneo femminile dell’Australian Open entra nel vivo, con la prima semifinalista che è anche la grande favorita alla vittoria finale. Aryna Sabalenka ha avuto vita facile anche oggi, battendo 6-3 6-0 Iva Jovic in circa un’ora e mezza di gioco.

Fin qui non ci son state vere partite memorabili, non fosse magari per quel match di secondo turno tra Nikola Bartunkova e Belinda Bencic, ma anche lì sa abbastanza di opzione tirata un po’ per i capelli data soprattutto la bravura della giovanissima tennista ceca a ribaltare il pronostico e a ottenere la prima vittoria in carriera contro una top-10. Se non altro, ecco, questa edizione dello Slam australiano ha messo in luce le qualità di alcune ragazze della nuova generazione. Jovic è tra queste e i suoi primi quarti di finale in un Major a 18 anni appena compiuti (dicembre) sono per lei un traguardo eccezionale, anche perché i punteggi in queste sue prime uscite stagionali sono spesso stati pesanti per le avversarie.

Oggi, però, è stata messa a nudo la sua impossibilità di gestire la forza, l’intensità e la qualità del gioco della numero 1 del mondo. Il confronto in campo è stato quasi brutale, ma giusto. Un modo per Aryna di dire alla rivale che possono esserci exploit e progressi, ma lassù al momento c’è chi ha tra le mani un tennis superiore. Che poi questo sia estremamente rischioso, possa vivere momenti di nervosismo quando si tratta di chiudere il set o il match, quello è qualcosa che Sabalenka magari non abbandonerà mai perché è parte della sua persona, però lei (soprattutto, in questo momento attuale) e le altre giocatrici in top-5 rappresentano uno scoglio a cui normalmente Jovic, nel tour da un annetto scarso, ha ancora strada da compiere.

Le ultime due partite della numero 1 del mondo, in questo, son state piuttosto “crudeli” con le giovani. Già Victoria Mboko era a un passo da una sconfitta assai pesante e che solo il calo e il nervosismo di Aryna nei momenti chiave ha in qualche modo rimandato al tie-break del secondo set, oggi Jovic era completamente inerme. Due che hanno visto il loro ottimo cammino tra successi ed emozioni interrompersi con una sorta di brusco risveglio. Relativo magari, perché perdere contro Sabalenka dopo aver passato indenni la prima settimana è tutt’altro che una bocciatura ma, come spesso si è detto anche per Iga Swiatek nel lungo periodo da numero 1, le big vere danno un senso della distanza che c’è rispetto anche ad altre componenti della top-10.

Così fin da subito la californiana ha percepito che le cose oggi non sarebbero state lisce come nei turni precedenti, e ogni suo turno di battuta è stato un patimento, con palle break concesse e tanta fatica. Cilindrate diverse, ritmi diversi, potenze diverse. Non poteva granché, Iva, al di fuori di un tennis potenzialmente solido, pulito, ma non poteva trovare lo stesso timing dei giorni scorsi e anziché lavorare lo scambio era priva di alcuna soluzione. Forse nella seconda parte del primo parziale, tolto lo ‘0’ dalla casella dei game vinti, si è un po’ sciolta e ha cominciato a sentirsi un po’ più a suo agio, forse assaporando l’idea di un controbreak quando Sabalenka sul 5-3 si è incartata al servizio con un lungo game chiuso dopo aver dovuto salvare tre palle break, ma lo sforzo profuso è stato tale da trovarla vuota già a inizio secondo parziale. E così, dopo un’ora di durata del primo set, il secondo è andato avanti per la metà del tempo e Jovic non è riuscita a togliere quello “0” nemmeno quando, sul 5-0, di nuovo Aryna si è lasciata andare ed è scivolata sotto 0-40.

Doveva andare così, come primo vero battesimo di fuoco per la classe 2007, che esce da Melbourne Park comunque avvicinandosi sensibilmente alla top-20. Sabalenka, invece, è un passo più vicina al terzo titolo dell’Australian Open in carriera.

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