Sabalenka per il tris, Rybakina per la vendetta

Torniamo indietro nel tempo di tre anni: fine gennaio 2023, finale dell’Australian Open femminile tra Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina. Quest ultima era alla seconda finale Slam negli ultimi tre Major dopo quella trionfale di Wimbledon mentre per la prima, e a pensarci ora sembra un po’ assurdo, era la prima volta assoluta, quando ormai aveva 25 anni.

Sette Slam sul cemento più tardi, la numero 1 del mondo attuale è di nuovo a caccia di un titolo all’Australian Open dopo quello sfuggitole in volata nel 2025. La finale contro Madison Keys ha rappresentato una delusione per i mesi successivi, poi raddoppiata dalla pesante sconfitta in finale al Roland Garros. Per lei è l’ottava finale in un Major (in singolare) in carriera, con un bilancio fin qui di quattro vinte (Australian Open 2023 e 2024, US Open 2024 e 2025) e tre perse (US Open 2023, Australian Open 2025, Roland Garros 2025). Per Rybakina, questa è la terza dopo Wimbledon 2022 (vinta) e Australian Open 2023 (persa).

La finale di tre anni fa fu molto combattuta e molto interessante, con entrambe che si sono espresse su alti livelli ed entrambe capaci per esempio di mettere insieme oltre 15 ace. Prevalse Aryna, 4-6 6-3 6-4, con un ultimo game di fuoco dove la tensione enorme l’aveva presa e non riusciva a chiudere. Stavolta arrivano in fondo con sei vittorie senza cedere alcun set, in un tabellone abbastanza privo di emozioni, con le migliori vittorie di entrambe che sono arrivate: per Sabalenka in semifinale contro Elina Svitolina, per Rybakina ai quarti di finale contro Iga Swiatek.

Sono le due che hanno espresso il tennis migliore, come anche le due che hanno fatto piuttosto bene dallo scorso agosto in avanti. Una ha vinto l’ultimo Slam disputato, l’altra le ultime WTA Finals dopo la lunga rincorsa a conquistare il posto qualificazione nell’ultima settimana disponibile. E sembra, Rybakina, aver ritrovato buona serenità personale dopo i problemi fisici e non degli ultimi anni. Dopo questo Australian Open, la russa naturalizzata kazaka tornerà in top-3 nella classifica mondiale qualunque risultato otterrà. Sabalenka, invece, non solo è certa del numero 1 del mondo ma scaverà ancora un po’ di margine rispetto alla numero 2 Swiatek, che lo scorso anno fece un turno in più (semifinale). Sabalenka invece, in caso di successo, aggancerebbe Maria Sharapova con cinque titoli Slam (in singolare) conquistati.

I precedenti dicono 8-6 per la numero 1 del mondo, sebbene dallo scorso agosto siano 2-1 per la numero 5 del seeding, la quale in finale si è imposta in 3 delle 4 partite disputate (perdendo solo l’ultimo atto dell’Australian Open di tre anni fa). Proprio l’ultimo precedente tra le due si rifà a una finale “pesante” come quella delle WTA Finals, quando Rybakina fu ingiocabile tanto da rifilare un 7-0 nel tie-break del secondo parziale alla rivale, la stessa che in stagione si era imposta in 19 tie-break consecutivi tra marzo e ottobre. Ci sarà, probabilmente, una buona dose di tensione per entrambe. Sabalenka nelle finali è tutt’altro che sicura, avendo fin qui ottenuto “appena” 22 titoli su 42 partite che assegnano un trofeo. Rybakina al tempo stesso, lo si è visto anche contro Jessica Pegula in semifinale, arrivata alla linea del traguardo stava per bruciare tutto andando in affanno col dritto prima del resto del proprio gioco.

Se non altro, la speranza è che come successo nel torneo maschile, anche quello femminile possa trovare qualcosa per lasciare Melbourne Park in maniera positiva dopo due settimane che per quanto riguarda lo spettacolo in sé son state ampiamente dimenticabili.

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